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Sport dilettantistici, esenzioni a dipendenti e collaboratori: novità

August 8, 2026

Introduzione

Dopo l’approvazione del decreto Sport (108/2026), l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato chiarimenti sulle regole che disciplinano associazioni e società sportive dilettantistiche. Con la circolare numero 7/2026, pubblicata sul sito dell’ente, prende corpo la nuova disciplina fiscale in materia di lavoro sportivo. Ecco cosa cambia.

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Quello che devi sapere

Cosa si intende per sport dilettantistico

Le norme si rivolgono, come detto, alle associazioni (ASD) e alle società dilettantistiche (SSD), organizzazioni che esercitano l’attività sportiva senza scopo di lucro. Come tali godono di regimi fiscali agevolati che investono dipendenti e lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, noti come co.co.co.

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©IPA/Fotogramma

Soglia di non imponibilità

In primo luogo, la circolare delinea il perimetro di applicazione della soglia di non imponibilità fiscale riconosciuta fino ad un massimo di 15mila euro annui. Agenzia delle Entrate precisa che la misura opera “a monte” e si applica a prescindere dalla tipologia di contratto adottata, includendo, di conseguenza, anche i rapporti di lavoro subordinato. Oltre tale soglia entrano in vigore le regole fiscali previste per i dipendenti.

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Volontari in eventi sportivi

Le novità si estendono ai volontari che operano al servizio di eventi e manifestazioni sportive organizzate da associazioni o società dilettantistiche. I rimborsi spese riconosciuti fino a un massimo di 400 euro mensili concorrono al raggiungimento della franchigia. Nell’ipotesi in cui il volontario abbia superato la soglia annuale di 15mila euro per effetto di altri compensi percepiti come lavoro autonomo in ambito sportivo, l’importo del rimborso forfettario diventa interamente imponibile e soggetto di conseguenza a ritenuta d’acconto.

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Società sportive dilettantistiche

Sul fronte delle caratteristiche societarie per accedere alle agevolazioni fiscali negli adempimenti Ires e Iva, la circolare 7/2026 indica specifici obblighi per le società sportive dilettantistiche. Per poter beneficiare della “de-commercializzazione” di questi corrispettivi, le realtà costituite in forma di società di capitali o cooperative che prevedono nel proprio statuto le clausole sul divieto di lucro “attenuato” (nel rispetto dell’articolo 8 commi 3 e 4 del decreto legislativo 36/2021) devono comunque mantenere il divieto assoluto di distribuzione indiretta degli utili, come previsto dall'articolo 148, comma 8, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir).

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Esenzione Irap ai rapporti co.co.co

La comunicazione delle Entrate chiarisce inoltre la soglia di esenzione fiscale relativa all’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (Irap) spettante alle associazioni e alle società che avviano rapporti co.co.co nell’area del dilettantismo. Viene prevista in questo caso una soglia di esclusione dall’imponibilità fiscale pari a 85mila euro annui per tutti i collaboratori, inclusi coloro con mansioni di carattere amministrativo-gestionale. 

Disciplina sull'Iva

Sul fronte degli obblighi Iva, gli enti sportivi dilettantistici sono esentati da obblighi di fatturazione e registrazione, previa comunicazione all’Ufficio ADE, su una serie di servizi connessi alla pratica dello sport, come corsi didattici e formativi inseriti nell’articolo 36-bis del Dl 75/2023. Dall’esenzione Iva è invece esclusa la cessione del contratto di prestazione sportiva di un atleta da parte di un ente dilettantistico verso una società professionistica. In questo caso, infatti, l’operazione dal carattere finanziario e commerciale viene assoggettata all’imposta con aliquota ordinaria.

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Raccolte fondi

Un capitolo è infine dedicato alle raccolte pubbliche di fondi organizzate in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche. La circolare conferma la detassazione dei proventi commerciali nel limite di due eventi all’anno e di introiti complessivi non superiori a 51.645,69 euro.

Altre novità del Dl Sport

Non c'è solo il regime fiscale sullo sport dilettantistico. Il decreto Sport approvato in via definitiva dal Senato il 29 luglio contiene novità rilevanti su altri aspetti della pratica sportiva, a partire dalla sicurezza nelle piscine. Il provvedimento introduce una stretta su impianti pubblici, privati aperti al pubblico ed a uso collettivo: i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione - dai bocchettoni alle griglie di fondo - dovranno garantire standard tali da impedire l'effetto ventosa. In caso di mancato adeguamento scatterà la chiusura immediata dell'impianto fino alla messa a norma. Approvato anche un emendamento che istituisce un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all'adeguamento delle piscine pubbliche.

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