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Sposarsi nella Basilica di San Pietro in Vaticano è un sogno che si può realizzare, ma come si fa?

September 27, 2026

Nelle favole contemporanee il lieto fine di una coppia trova sempre meno coronamento nel matrimonio. Numeri alla mano, è un fatto che in Italia le nozze siano in calo e che i giovani preferiscano la convivenza, anche per motivi economici. Secondo i dati Istat, nel 2024 sono stati celebrati 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023. Di questi, il 61,3% delle unioni (pari a circa 106.216 celebrazioni) sono avvenute in comune, mentre appena il 38,7% (pari a circa 67.056 celebrazioni) sono state celebrate in chiesa (un dato in calo dell'11,4% rispetto all'anno precedente).

I matrimoni religiosi sono in calo, ma sposarsi in Vaticano resta il sogno di molti

Se i matrimoni religiosi sono in caduta libera, per chi crede il desiderio di convolare a nozze in Vaticano resta il sogno di una vita, la realizzazione più alta dei propri desideri nonché la più ambita per il proprio grande giorno. Un desiderio coltivato dagli italiani e ancora di più dagli stranieri, che da tutto il mondo fanno pervenire le loro richieste per conoscere l'iter, le disponibilità e i passi da compiere per essere ammessi.

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Tutti i luoghi di culto dove sposarsi in Vaticano

Se percorrere l'altare della Basilica di San Pietro in bianco resta il sogno di molti, ci sono delle accortezze da prendere e degli aspetti da considerare, prima del grande passo. Prima di tutto bisogna sapere che sposarsi in Vaticano non significa automaticamente scegliere la Basilica di San Pietro. Il Vicariato all'interno del territorio Vaticano offre tre possibili soluzioni: all'interno della Basilica è a disposizione solo la cappella del coro, mentre nel territorio dello stato Vaticano ci sono la chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri e Santo Stefano degli Abissini, che si trova alle spalle dell'abside della Basilica.

Poca privacy e molti turisti

Tenendo presente che San Pietro è un luogo di culto e di enorme interesse culturale per milioni di persone, i nubiendi che decidono di sposarsi nella cappella del coro devono mettere in conto per sé e per gli invitati di dover seguire l'iter di entrata dei turisti con tutti i piccoli inconvenienti del caso in termini di privacy e discrezione dell'evento, che sarà per ragioni di forza maggiore meno raccolto. Una volta varcato l'ingresso, sposi e invitati potranno proseguire verso la metà della navata laterale di sinistra, dove si trova la cappella riservata ai matrimoni.

Non solo San Pietro

Se si preferisce una cerimonia più intima e raccolta, ecco che si può optare per la Chiese di Sant'Anna dei Palafrenieri, la caratteristica chiesa a pianta ovale, progettata dal'architetto è Jacopo Barozzi, detto "il Vignola", e situata nei pressi di Porta Sant'Anna, uno dei varchi d'ingresso al piccolo Stato. In alternativa c'è la sobria Chiesa di Santo Stefano degli Abissini di epoca paleocristiana a una sola navata. La dimensione è molto contenuta e lo stile austero e minimale, ma il piccolo edificio conserva tracce confessionali antichissime, rappresentanti da iscrizioni in lingua etiope e araba.

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Il diritto canonico

Una volta scelto l'edificio che più si preferisce, bisogna tenere presente che celebrare le nozze in Vaticano significa sposarsi in uno Stato estero, diverso da quello italiano. motivo per cui vigono leggi diverse. A differenza di un matrimonio officiato a Roma o in qualsiasi altro luogo della Penisola, qui la Legge prevede che le nozze siano materia regolata esclusivamente dal diritto canonico. Dato che è il matrimonio contratto a norma del diritto canonico a produrre effetti nell'ordinamento civile, si può dire che non esista il matrimonio civile. Questo è un aspetto importante di cui tenere presente per un risvolto pratico immediato nell'organizzazione: i libretti della messa non dovranno recare l'indicazione degli articoli del codice civile italiano, dal momento che l'officiante non ne darà lettura.

Trattandosi della celebrazione in un Paese straniero, l'unione dovrà essere poi convalidata e trascritta nel Paese di residenza degli sposi — che sia l'Italia o qualsiasi altro Nazione — per avere valenza civile. Il matrimonio canonico celebrato in Vaticano viene cristallizzato in un atto pubblico redatto dal parroco o da un suo delegato, poi conservato nei registri parrocchiali, e una copia di esso viene rimessa all’Ufficio di Stato civile del Governatorato. Su istanza degli sposi, l’ufficio di cui sopra si attiva affinché l'atto venga trascritto nei registri di stato civile del Paese di appartenenza degli istanti, secondo le procedure internazionali rituali. Ossia, la richiesta degli istanti e la copia dell'atto di matrimonio vengono trasmesse dall'ufficio di stato civile presso il Governatorato alla Segreteria di Stato, che esercita le funzioni diplomatiche pontificie (art. 2 L.F.) e che trasmette il tutto alle autorità nazionali competenti seguendo le vie diplomatiche. È importante sapere che i tempi della trascrizione nei registri del comune di residenza non sono inferiori ai sei mesi.

L'obbligo della comunione dei beni

Per non arrivare impreparati, ecco un altro aspetto da conoscere prima di valutare se contrarre matrimonio in Vaticano. Secondo le leggi vigenti, il matrimonio in Vaticano non prevede il regime della separazione dei beni. Questo significa che tutti gli sposi sono costretti a ricorrere alla comunione dei beni. Solo in un secondo momento la coppia, se vorrà, potrà rivolgersi ad notaio per cambiare il regime. In alternativa, si può decidere di ricorrere al doppio matrimonio, religioso in Vaticano e civile in Italia, ma bisogna pensarci con il dovuto preavviso. Se la cerimonia avviene invece sul territorio italiano, in virtù dei Patti Lateranensi del 1929 tra Stato italiano e Chiesa, la cerimonia religiosa ha anche valenza civile e produce quello che si chiama matrimonio concordatario.

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I documenti necessari

Per sposarsi in Vaticano servono i tradizionali documenti che vengono richiesti in un matrimonio religioso, quali certificato di battesimo e di cresima, e tutta la burocrazia relativa alle pubblicazioni matrimoniali e alla preparazione al sacramento tramite corso prematrimoniale e il cosiddetto "processetto", un colloquio formale tra i futuri sposi e il parroco. Se non si è residenti in Vaticano, bisogna chiedere l'autorizzazione (nulla osta ecclesiastico) al parroco della propria parrocchia di residenza, che dovrà approvare il trasferimento della celebrazione in un'altra chiesa. L'iter prevede che ci sia un'integrazione specifica per chi desidera contrarre matrimonio in Vaticano tramite un'apposita autorizzazione, che deve essere richiesta ufficialmente alla Prefettura della Casa Pontificia, in cui si giustifichi l'importanza di sposarsi nello Stato del Vaticano. A questa si aggiunge una lettera di idoneità firmata dal parroco della coppia che attesti che i futuri sposi sono fedeli e attivi nella vita della parrocchia.

Wedding planner, fotografo e riso

Passando agli aspetti più frivoli del grande giorno, alla coppia di nubiendi viene affidato un coordinatore che avrà il compito di seguire i giovani promessi sposi nelle faccende pratiche, ma anche di ricordare loro divieti specifici, come l'utilizzo del lancio del riso benaugurante sul sagrato. Per cerimonie nella Basilica si chiede di limitare allo stretto indispensabile la presenza di wedding planner e di fotografi, che devono essere in possesso di specifico tesserino liturgico, un'autorizzazione rilasciata dalla Curia o dalla Diocesi locale che abilita i fotografi professionisti a lavorare durante le cerimonie religiose come matrimoni, battesimi e comunioni. Per qualsiasi necessità, il primo passo è quello di scrivere una mail all'indirizzo [email protected]. Il consiglio è quello di far pervenire le proprie richieste con almeno 18 mesi di preavviso con la consapevolezza che sposarsi in Vaticano resta il sogno di tantissime coppie nel mondo e che potrebbe non essere facile trovare posto nella data desiderata.