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Stadio, Palazzo Carafa accelera: scelto l'esperto del dossier per Euro 2032

August 4, 2026

«Quella di Lecce è una candidatura autorevole». Il via libera più importante al sogno europeo del capoluogo salentino è arrivato lo scorso giovedì direttamente dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, durante il recente sopralluogo al cantiere del Via del Mare. Un'investitura che trova già riscontro negli atti di Palazzo Carafa. Mentre gli operai lavorano a pieno ritmo per completare il restyling dello stadio in vista dei Giochi del Mediterraneo, il Comune ha infatti già avviato la macchina amministrativa per candidare ufficialmente Lecce tra le città italiane che ospiteranno Euro 2032, il Campionato europeo di calcio organizzato da Italia e Turchia.
Nell'impianto cittadino si stanno ultimando i lavori di installazione del compression ring, l'anello di funi che collegherà i teli della nuova copertura rendendo il Via del Mare completamente coperto. Ma l'orizzonte dell'amministrazione guarda già oltre i Giochi del Mediterraneo.

L'incarico

Dopo la manifestazione d'interesse inviata dal sindaco Adriana Poli Bortone il 10 aprile e il successivo invio dei criteri infrastrutturali da parte della Uefa, Palazzo Carafa ha costituito la struttura tecnica necessaria alla candidatura. Con una determina pubblicata all'albo pretorio è stato affidato all'ingegnere Matteo Marsano l'incarico di supporto al Responsabile unico del procedimento per la predisposizione del dossier, con un impegno di spesa di 5.500 euro.
I tempi sono serrati. Le città candidate dovranno trasmettere entro metà settembre il progetto definitivo e le coperture finanziarie richieste. Sarà poi la Figc, entro ottobre 2026, a individuare gli impianti italiani da proporre ufficialmente alla Uefa. Lecce parte con un vantaggio importante grazie agli interventi già finanziati per i Giochi del Mediterraneo, che stanno trasformando il Via del Mare. La nuova copertura, il restyling dell'impianto e gli interventi tecnologici consentono al capoluogo salentino di presentarsi con credenziali solide rispetto ad altre candidature del Mezzogiorno.

Restano però alcune prescrizioni da soddisfare. Tra queste la dotazione dei parcheggi, ritenuta ancora insufficiente rispetto agli standard Uefa, e la realizzazione di un'area destinata alle fan zone, gli spazi dedicati all'intrattenimento dei tifosi e agli eventi collaterali. L'amministrazione punta a risolvere questa criticità attraverso la riqualificazione dell'antistadio, un'area rimasta sostanzialmente immutata dagli anni Ottanta che potrebbe essere trasformata in una nuova piazza per eventi senza perdere la sua vocazione sportiva. La candidatura, però, non si giocherà soltanto sullo stadio. La Uefa valuta infatti l'intero sistema urbano: ricettività alberghiera, mobilità, collegamenti e gestione dei flussi di traffico. In questo senso avranno un peso anche gli interventi previsti sulla tangenziale e sulle infrastrutture di accesso alla città. L'eventuale designazione rappresenterebbe molto più di un successo sportivo. Per Lecce significherebbe attrarre nuovi investimenti, accelerare opere pubbliche e lasciare alla città un'eredità infrastrutturale destinata a durare ben oltre Euro 2032.