Stellantis torna a crescere, ma il nodo Europa è tutt’altro che risolto. Il gruppo automobilistico ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi in aumento del 13% e un ritorno all’utile, confermando la guidance per l’intero esercizio. A pesare sui risultati continua però a essere il mercato europeo, dove, nonostante un aumento delle vendite e un netto miglioramento rispetto allo scorso anno, il margine operativo resta ancora in territorio negativo.
A sostenere il recupero è soprattutto il Nord America, che torna a generare profitti grazie alla crescita delle vendite e al successo di alcuni modelli chiave, mentre il Sud America continua a garantire margini elevati, seppur inferiori rispetto al 2025.
A livello di gruppo, Stellantis ha registrato ricavi netti per 43,5 miliardi di euro, in aumento del 13% rispetto al secondo trimestre del 2025. L’utile netto è tornato positivo a 293 milioni di euro, dopo la perdita di 1,87 miliardi dello scorso anno, mentre l’utile operativo rettificato è salito a 773 milioni, con un margine dell’1,8%. Anche il flusso di cassa industriale è tornato positivo, attestandosi a un miliardo di euro.
Nel trimestre sono state consegnate 1,597 milioni di vetture, il 10% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’Europa vende di più, ma non basta
Nel secondo trimestre Stellantis ha consegnato in Europa allargata 762.000 veicoli, il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi, tuttavia, sono rimasti praticamente invariati a 16,4 miliardi di euro, perché l’aumento dei volumi è stato compensato da una dinamica sfavorevole dei prezzi.
La crescita è stata trainata soprattutto dalla Fiat Grande Panda, dalla Fiat 500, dalla Citroën C3 Aircross, da Opel e Vauxhall Frontera, dalla Jeep Compass e dai modelli Leapmotor T03 e B10.
Nel mercato EU30 le vendite sono aumentate del 3% (del 7% considerando anche Leapmotor). La quota di mercato del gruppo è però scesa dal 16,8% al 16%, mentre Stellantis continua a mantenere la prima posizione nel segmento dei veicoli commerciali leggeri con una quota del 28,7%.
Il Nord America trascina il recupero, Sud America ancora redditizio
Se l’Europa continua a frenare, il Nord America rappresenta il principale motore della ripresa del gruppo. Le consegne sono aumentate del 38%, i ricavi sono saliti del 32%, fino a 18,2 miliardi di euro, e il risultato operativo è tornato positivo per 284 milioni di euro, contro una perdita di 440 milioni registrata un anno prima.
Negli Stati Uniti Stellantis ha fatto meglio del mercato complessivo, che nel trimestre ha registrato una lieve flessione. A trainare le vendite sono stati modelli come Jeep Grand Wagoneer, Ram 1500, Dodge Durango e Chrysler Pacifica, insieme all’introduzione di nuove motorizzazioni.
Il Sud America continua a rappresentare una delle aree più profittevoli per Stellantis. I ricavi sono cresciuti del 6% a 4,34 miliardi di euro, anche se le consegne sono diminuite del 3%. Il margine operativo è sceso dal 19,1% al 9,3%, principalmente per il mancato ripetersi di alcuni benefici fiscali registrati nel 2025 e per la debolezza del mercato argentino.
Guardando altrove, in Asia-Pacifico i ricavi sono diminuiti del 5%, mentre l’utile operativo è migliorato grazie a una maggiore efficienza industriale. La regione resta comunque marginale per il gruppo, che continua a investire nello sviluppo di Leapmotor e nella partnership con DFM per la produzione di modelli Peugeot e Jeep in Cina. In Medio Oriente e Africa, infine, Stellantis è riuscita ad aumentare la propria quota di mercato nonostante il calo delle vendite e la contrazione dell’intero settore.