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Strage di Bologna, 46 anni dopo: "La verità è pilastro della democrazia"

August 3, 2026

Grande partecipazione di amministratori e cittadini modenesi alla commemorazione, messaggio di Mattarella. Carpi e Concordia legate al ricordo di Umberto Lugli e Carla Gozzi, i fidanzati vittime dell’attentato in stazione.

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"Fare giustizia è vittoria della democrazia". Così il Presidente della Repubblica ha concluso il suo messaggio a ricordo della Strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna. E ora, che finalmente ne è stata accertata la matrice neofascista, il ricordo di ciò che avvenne 46 anni fa richiama tutti all’impegno a difesa della democrazia e al rifiuto di ogni forma di violenza politica e di ogni tentativo di negazionismo o revisionismo. E’ esattamente questo che ieri ha mosso tanti amministratori e cittadini modenesi ad unirsi alla manifestazione che ogni anno si tiene a Bologna, "un segno profondo – ha detto Mattarella – inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani".

Molto sentita dalla comunità carpigiana e concordiese, dove erano residenti le due vittime modenesi della Strage, la partecipazione alla manifestazione. "Anche Carpi – ha commentato l’assessore Maurizio Maio, in rappresentanza dell’amministrazione – è parte di questa memoria. Tra le vittime c’erano anche Umberto ’Tino’ Lugli, carpigiano, e Carla Gozzi, di Concordia, che stavano partendo per le vacanze. Ricordare non significa restare prigionieri del passato".

A questo ricordo si è unita anche la sindaca di Concordia Marika Menozzi. "La verità storica e giudiziaria conquistata in questi anni – ha commentato Menozzi - va custodita e difesa senza ambiguità. Concordia era presente, in una piazza particolarmente gremita, più del solito, perché la memoria delle 85 vittime non appartiene solo a Bologna, ma a tutto il Paese".

A distanza di 46 anni da quel giorno la commozione che si respirava ieri tra i presenti al triplice fischio della sirena che dal binario 1 puntualmente alle 10.25, l’orario dello scoppio della bomba, è rimasta immutata. "Oggi (ieri, ndr), alle 10.25, il suono della sirena – ha affermato il deputato modenese Pd Stefano Vaccari, presente a Bologna – ci ricorda che il tempo passa ma il dovere della memoria resta".

Furono 85 le vittime e 200 i feriti da quel tragico scoppio. "Insieme all’Associazione dei familiari e alle istituzioni, in primis il Comune di Bologna, – ha detto la vicesindaca del Comune di Modena Francesca Maletti, intervenuta per conto dell’amministrazione – dobbiamo lottare perché la verità venga conosciuta da tutti e mai cancellata …perché giustizia, verità e memoria sono i pilastri della democrazia!". Presenti a Bologna le rappresentanze dei Comuni di Camposanto, Cavezzo, Mirandola, Medolla, Nonantola, San Felice, oltre a consiglieri comunali e cittadini di altri luoghi della provincia.

Alberto Greco

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