Oltre 1.300 utenti di Strava, l'app dedicata al running che permette di tracciare e caricare i propri allenamenti, hanno condiviso le proprie sessioni dalle basi militari statunitensi in Medio Oriente. Queste informazioni potrebbero essere state utilizzate dall'Iran per colpire le forze Usa. L'inchiesta è del team Data and Forensics di Sky News, che si occupa di analisi di dati e di fonti open source per ricostruire notizie e anche movimenti militari. I dati citati mostrano le routine quotidiane all'interno delle basi militari, nonché le modalità di dispiegamento e ritiro del personale e i loro spostamenti tra le basi, comprese alcune non segnalate sulle mappe pubbliche. La maggior parte di coloro che hanno pubblicato le attività lo ha fatto con il proprio vero nome, rendendosi di fatto un potenziale bersaglio di attacco o più semplicemente di spionaggio. Quello di Strava non è una novità in ambienti militari: celebre era diventato il caso del marinaio che a bordo della portaerei francese Charles de Gaulle aveva caricato un allenamento, rendendo tracciabile i movimenti della nave diretta in Medio Oriente nelle fasi iniziali della crisi. Allo stesso modo, oltre 500 membri delle forze armate britanniche di stanza in siti militari sensibili avevano reso pubbliche la propria posizione e i propri dati personali a causa dei post su Strava.
Tornando alle basi Usa, la violazione della sicurezza si verifica più di sette anni dopo che il Pentagono aveva avvertito per la prima volta i soldati che i dati potevano «essere utilizzati per prendere di mira singoli individui» e aveva vietato loro di utilizzare le funzionalità di localizzazione dell'app senza autorizzazione durante le missioni. All'epoca, nel 2018, un funzionario della Casa Bianca dichiarò che «è assolutamente chiaro che i dati di Strava rappresentano un rischio per la sicurezza».
Otto anni dopo, quell'avvertimento è tornato d'attualità.
Jonathan Hackett, esperto di operazioni speciali e autore di "Iran's Shadow Weapons", parlando con Sky News, ha attribuito la continua condivisione dei dati di geolocalizzazione alla «scarsa applicazione delle norme e alla mancanza di consapevolezza». Ha aggiunto che l'Iran sta «quasi certamente» utilizzando app come Strava per tracciare i movimenti delle truppe statunitensi in tutto il Medio Oriente.
L'analisi
Un'analisi dei dati condotta da Sky News mostra il ritiro del personale Usa dal Medio Oriente nelle settimane precedenti all'attacco a sorpresa lanciato da Stati Uniti e Israele contro Teheran. In alcuni casi, i dati condivisi su Strava potrebbero aver contribuito direttamente alle decisioni iraniane sugli obiettivi militari. Il 1° marzo, l'Iran ha lanciato attacchi di rappresaglia contro basi statunitensi in tutto il Medio Oriente. Tra queste, una importante base navale a Manama, in Bahrein. Poco dopo si è scoperto che la base navale era stata in gran parte evacuata e che molti membri del personale erano stati trasferiti in edifici residenziali e alberghi nei dintorni della città. Sky News ha identificato l'account Strava di un contractor della Marina statunitense di stanza presso la base. Fino a una settimana prima dello scoppio della guerra, registrava regolarmente le sue corse intorno alla base. Dopo due giorni di silenzio, è ricomparso, facendo dei giri intorno al cortile dell'hotel Crowne Plaza.
Teheran potrebbe aver tenuto d'occhio gli spostamenti. Sei giorni dopo, durante la raffica di attacchi alla base navale, l'Iran ha bombardato anche l'hotel. Secondo quanto riferito, due dipendenti del Pentagono erano rimasti feriti. Joseph Jarnecki, ricercatore presso il Royal United Services Institute ed esperto di sicurezza nazionale, ha spiegato che è «assolutamente plausibile» che l'Iran abbia utilizzato Strava, tra le altre fonti di dati, per tracciare gli spostamenti del personale statunitense e per prenderlo di mira. «È un metodo di raccolta di informazioni ampiamente documentato da oltre otto anni».
Ma non sono solo le singole corse che potrebbero essere utilizzate dall'Iran per colpire. Raccogliendo centinaia o migliaia di attività individuali, è possibile costruire quello che gli analisti dell'intelligence chiamano uno «pattern of life», una sorta di schema fisso. Insomma, tutte le operazioni quotidiane. Fino all'inizio della guerra, il 28 febbraio, il personale statunitense di stanza nella base aerea di Muwaffaq Al Salti, in Giordania, registrava centinaia di corse su Strava. Il personale ha ripreso a pubblicare le proprie attività ad aprile, durante il cessate il fuoco, ma il loro stile di vita era cambiato. Invece di essere distribuite uniformemente in tutta la base, ora il 76% delle corse iniziava o terminava in un unico punto: le caserme nell'angolo orientale della base. Il 17 luglio, l'Iran ha attaccato proprio quelle caserme, uccidendo tre soldati.
I 12.000 allenamenti pubblicati nella base RAF a Cipro
Ma non sono solo i dipendenti statunitensi ad aver continuato a utilizzare Strava. La usano i soldati britannici nella base della Royal Air Force di Akrotiri, a Cipro, anche quella obiettivo dei raid iraniani. A partire da gennaio Sky News ha tracciato addirittura 12.000 allenamenti condivisi sull'app all'interno della base. E lo ha fatto anche con tre utenti che registravano le proprie sessioni di running all'interno del centro di ricerca nucleare israeliano di Dimona, la struttura più sensibile del paese e bersaglio ripetuto di attacchi iraniani. Il problema quindi non è l'app che registra una corsa, ma ciò che quella corsa, ripetuta ogni giorno, può raccontare a chi sa leggerla.
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