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Studente bocciato voleva accoltellare la prof, i carabinieri lo bloccano intercettando le intenzioni espresse su internet

September 25, 2026

Si allargano a macchia d’olio i casi di aggressione, prodotta o potenziale, condotta da studenti nei confronti dei loro insegnanti: un nuovo possibile caso, fortunatamente sventato, è quello di una docente in servizio in una scuola di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro.

Un suo studente, scrive l’Adnkronos, “avrebbe creato un gruppo di conversazione su una piattaforma social network, esprimendo l’intenzione di accoltellare una professoressa, responsabile, a suo dire, della sua bocciatura. Martedì scorso, 22 settembre, a seguito di tempestivi accertamenti condotti in via preliminare e riservata, i carabinieri della compagnia di Lamezia Terme lo hanno identificato e denunciato”.

“Dai primi accertamenti – continua l’agenzia di stampa – è emerso che il ragazzo avrebbe creato un gruppo chat su una piattaforma social. E, in tale contesto, avrebbe espresso l’intenzione di aggredire la sua prof con un’arma da taglio. I militari hanno quindi proceduto in modo tempestivo alla sua identificazione e al suo rintraccio. Nell’abitazione del ragazzo è stata eseguita una perquisizione durante la quale sono stati sequestrati i suoi indumenti, utili per lo sviluppo delle indagini”.

Per completare l’operazione, i carabinieri si sono quindi “recati nella scuola frequentata dal minore e, dopo aver informato in via riservata la dirigente scolastica, hanno effettuato un’ispezione dei locali, che ha consentito di individuare un’arma da taglio all’interno di un vano di servizio. L’arma è stata sequestrata, così come il telefono cellulare del ragazzo.” I militari stanno svolgendo ancora delle indagini.

I provvedimenti anti-aggressioni del Governo Meloni

Va ricordato che il Governo Meloni, di recente ha approvato diversi provvedimenti in chiave di prevenzione di aggressioni, oltre che di sanzioni, soprattutto a livello giovanile.

L’ultima iniziativa riguarda l’imputabilità dei minorenni: il 23 luglio, il Governo ha varato il cosiddetto ddl “anti-maranza”. In soldoni il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge per rendere più semplice processare i minorenni: la capacità di intendere e di volere del minore — dai 14 ai 18 anni — che commette un reato, ad esempio l’aggressione ad un insegnante, “si presume fino a prova contraria”. Finora doveva essere accertata caso per caso, adesso si inverte l’onere della prova.

Tra i vari provvedimenti approvati dal Governo in carica c’è anche quello della procedibilità d’ufficio per lesioni personali nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni: “nel caso di lesioni lievi o lievissime solo attraverso la querela di parte, fino ad adesso era prevista la punibilità”, ha tenuto a dire nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante una conferenza stampa tenuta a palazzo Chigi.   

Le sanzioni più pesanti per le aggressioni a scuola

Su quest’ultimo punto, ricordiamo che le modifiche all’articolo 583-quater del Codice Penale – introdotte con il Decreto Sicurezza (D.L. n. 48/2025), convertito con la Legge n. 80 dell’11 giugno 2025 – prevedono che anche l’aggressione ai danni del personale scolastico, docenti, dirigenti e Ata, nell’esercizio delle sue funzioni, è diventata un’ipotesi speciale di reato: le lesioni commesse nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio sono procedibili sempre d’ufficio, indipendentemente dalla prognosi o dalla gravità della lesione: a seconda della gravità del danno fisico cagionato, la reclusione va da 2 fino a 16 anni.