«Non siamo il futuro se ci negate il presente» e «soldi alla scuola non alla guerra». I cartelli che hanno percorso le strade di Roma, perché dopo la Francia e la Spagna la protesta esplode in Italia. Tensioni a Verona (21 studenti denunciati per aver dato fuoco ai cassonetti), Torino (3 minori arrestati), Bologna (60 identificati) e Roma. Qui 20mila studenti anche gli studenti dello Chateaubriand hanno marciato verso il ministero dell'Istruzione in viale Trasteveve, «contro il decreto scuola» e per chiedere «investimenti nell'istruzione e disinvestimenti nella guerra». L'appuntamento era lanciato dal coordinamento studentesco autonomo romano e dal collettivo Osa. «Valditara stiamo arrivando» e «Di giorno protestiamo e di notte occupiamo» alcuni dei cori.
Le tensioni
Cori e striscioni: «La libertà ce la prendiamo» e «Soldi alla scuola, non alla guerra», «ci servono più aule, non più bombe», «ogni giorno entro a scuola sperando che regga», bandiere dell'Osa e della Palestina ma anche cassonetti rovesciati e lancio di petardi contro la sede del ministero dell'Istruzione da parte degli studenti dei collettivi di sinistra, una manifestazione che anticipa lo sciopero generale convocato dall'Usb per il 30 ottobre. «Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico», ha commentato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. «Sono sempre contenta quando c'è la mobilitazione - è intervenuta la premier Giorgia Meloni - Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell'ordine. Su questo dobbiamo essere chiari e d'accordo, lo dico perché sto guardando i commenti dei leader dell'opposizione, che non riescono a dire una parola di condanna sulle proteste. Chiedo a tutte le forze politiche italiane di fare un appello a che ci siano manifestazioni senza violenza». Reazioni di diverso tenore sono arrivate. Il leader M5s Giuseppe Conte: «Il governo guardi ai suoi disastri invece di dire cose fare alle opposizioni»; la sindaca di Genova Silvia Salis: «Richieste degli studenti legittime, ma no agli insulti»; La segretaria dem Elly Schlein: «Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare. Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro». Sulla stessa linea Angelo Bonelli (Avs): «presidente Meloni, noi condanniamo sempre e senza ambiguità ogni forma di violenza. Ma lei dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti».
Criticità ci sono state in via Marmorata, qui un gruppo - una componente minoritaria sottolinea la Questura - di incappucciati e vestiti di nero ha rovesciato per strada cestini e cassonetti, sono seguiti lanci di petardi e bottiglie verso le forze dell'ordine. Di fronte al ministero dell'Istruzione dove gli studenti hanno trovato poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, lanciati petardi e fuochi d'artificio, azionato un estintore in direzione degli agenti. Le condotte, riferisce la Questura, sono state documentate dalla polizia scientifica, ora si procederà a identificare i responsabili. «I colleghi - fa sapere il Siulp - sono stati bersagliati con bombe carta, bottiglie di vetro e fumogeni e hanno subito lo svuotamento di estintori contro il dispositivo di sicurezza schierato dalla questura, senza che fosse effettuata alcuna carica. Non è un episodio di tensione degenerato per caso: è un attacco diretto a donne e uomini in uniforme, almeno 18 gli agenti colpiti». Bruciati cartelli raffiguranti bandiere Usa e di Israele.
«Con "Generazione Fuoriclasse" vogliamo costruire una mobilitazione permanente. Il caro studio, il costo della vita, le condizioni in cui siamo costretti a studiare non sono problemi individuali ma questioni politiche e collettive», ha detto Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti. La mobilitazione convergerà oggi a Roma, in occasione dello sciopero studentesco nazionale.
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