Ieri mattina la polizia locale ha chiuso l’accesso al parcheggio davanti agli occhi dei residenti, divisi tra speranza e perplessità.

I sigilli della polizia locale all’ingresso del parcheggio di subborgo Comandini

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Quando ieri mattina intorno alle 11.30 le pattuglie della polizia locale sono intervenute in subborgo Federico Comandini per chiudere l’accesso al parcheggio privato a uso pubblico da anni ostaggio di cattive frequentazioni, un drappello di residenti della zona si è velocemente radunato nelle vicinanze, per assistere all’operazione. Perché in effetti, al di là delle fettucce bianche e rosse e dei cartelli che impongono il divieto di oltrepassare quel limite, resta da vedere cosa accadrà ora in quella zona, oltre una recinzione che senza neanche troppo impegno potrebbe essere scavalcata da chi da tempo ha trasformato quella zona nella sua residenza abusiva dedicandosi a operazioni da compiere lontano da occhi indiscreti.
Così tra chi tirava sospiri di sollievo sperando nell’inizio di un nuovo corso caratterizzato dalla legalità, c’era anche chi per il momento resta guardingo, preferendo aspettare di misurare il concreto evolvere degli eventi. Eventi che almeno nelle prossime ore dovrebbero procedere a passo spedito: domani infatti è in programma, sempre sotto la supervisione della polizia locale, l’intervento di pulizia e bonifica dell’intera area, diventata un ricettacolo di giacigli e rifiuti di ogni genere ammassati intorno a una sorta di tendopoli che ha preso il posto di quello che dovrebbe essere un parcheggio, fino a ieri a pagamento, da domani gratuito.
In futuro, come anticipato dall’assessore alla sicurezza Luca Ferrini al Carlino, dovrebbero essere collocate anche le telecamere. Prima del futuro però occorre pensare al presente: cosa succederà quando il cancello verrà riaperto e lo spazio tornerà pienamente fruibile da chiunque? Uno dei proprietari dell’area ha espressamente chiesto aiuto al Comune, denunciando una situazione diventata ingestibile da un privato: il Comune intanto farà pervenire la parcella legata ai costi di smaltimento dei rifiuti alla proprietà, dopo che questa aveva dichiarato di non essere in grado di ottemperare all’ordinanza che il 17 agosto aveva fissato in 5 giorni il tempo limite per organizzare un intervento di bonifica.
Da palazzo Albornoz, oltre alla fermezza legata alla disposizione adottata unilateralmente senza aver prima contattato la proprietà dell’area, è però arrivata anche la dichiarazione di ampia disponibilità a vigilare nella zona per garantire il rispetto della sicurezza e del decoro. Ciò che aspettano tutti e che manca da anni. Il primo risultato concreto è arrivato: dopo tanta attesa, l’attenzione si è finalmente concentrata sul problema. Ora non resta che risolverlo.
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