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Supercoppa, la Virtus inciampa e cade con Milano

September 19, 2026

Tortona, 19 settembre 2026 – La prima ufficiale è amara. E il Derby d’Italia racconta subito alla Virtus quanto sia ancora lunga la strada per diventare la squadra che Alex Mumbrù ha in mente. Milano vince e convince, la Costa (prima ufficiale con il nuovo sponsor) perde e soprattutto fatica a trovarsi. Una partita giocata per larghi tratti contro l’Olimpia di Peppe Poeta, ma anche contro sé stessa, tra percentuali al tiro pesanti, palloni persi e una produzione offensiva che si è inceppata quando è venuta meno la transizione. Perché il punto è proprio questo. Milano ha preparato bene la partita, togliendo alla Virtus quello che è uno dei suoi marchi di fabbrica: la corsa.

L’Olimpia ha abbassato il ritmo, ha impedito ai bianconeri di correre e li ha costretti ad attaccare a difesa schierata. E qui le V Nere hanno incontrato le maggiori difficoltà, mostrando ancora di essere una squadra alla ricerca dei propri equilibri e della propria identità. L’avvio, in realtà, era stato incoraggiante. Cinque minuti di buona Virtus, poi il blackout. Milano piazza un parziale di 17-1, ribalta l’inerzia e dal 6-13 circa prende definitivamente in mano la partita. Il primo quarto si chiude 17-14, ma è nel secondo che la sfida scappa via. La Virtus non trova soluzioni, perde palloni e soprattutto continua a litigare con il canestro dalla lunga distanza. All’intervallo è 1/13 da tre, con la seconda tripla che arriva soltanto al sedicesimo tentativo.

Milano ringrazia e costruisce il 40-23 dell’intervallo, con un secondo quarto dominato 23-9. La reazione arriva nella ripresa, ma senza riuscire a riaprire davvero la partita.

La Virtus finalmente trova qualche canestro dall’arco e, soprattutto, quando aumenta la pressione difensiva riesce a correre. È quello il momento migliore della squadra di Mumbrù.

Ma il margine resta troppo ampio: al 30’ Milano conduce 63-48. Nell’ultimo quarto l’Olimpia mantiene il controllo, mentre la Virtus si limita a ridurre il passivo. Il Derby d’Italia prende così la strada di Milano e per le V Nere resta soprattutto una serata da analizzare. Tra le note positive ci sono Kessler Edwards, autore di una prova di sostanza e tra i giocatori che hanno mostrato maggiore continuità e Davide Casarin cresciuto nel finale. Più complicata, invece, la serata del reparto lunghi, con Momo Diouf e Aliou Diarra in difficoltà, così come quella di Derrick Alston. Fuori dalle rotazioni dei dodici Marcus Carr e Bobi Klintman, oltre all’infortunato Kevin Kokila. È dunque una prima ufficiale che lascia indicazioni precise su dove lavorare. La Virtus dovrà imparare a essere efficace anche quando non può correre, dovrà trovare maggiore pericolosità contro le difese schierate.

Il tabellino

MILANO 80-VIRTUS 71

MILANO: Cole 5, Wright 20, Diop 3, Tonut 2, Bolmaro 15, Thompson 4, Ricci 7, Flaccadori 8, Hall 7, Guduric 4, Peters 5, Akele. All. Poeta.

VIRTUS: Bello 10, Frazier 12, Casarin 10, Moore Junior 3, Edwards 14, Baldasso, Baiocchi ne, Alston Junior 12, Hackett 1, Ferrari, Diarra 9, Diouf. All. Mumbrù.

Arbitri: Attard, Noce, Lucotti.

Note: parziali 17-14; 40-23; 63-48. Tiri da due: Milano 21/36; Virtus 15/33. Tiri da tre: 5/22; 8/30. Tiri liberi: 23/31; 17/25. Rimbalzi: 39; 36.