Doveva essere la giornata chiave per Suzuki in bianconero, è diventata una tappa di avvicinamento cruciale, si potrebbe dire definitiva, per Jhon Lucumi. Juve e Bologna si sono incontrate. L’operazione verrà chiusa verosimilmente entro 48 ore, sono stati compiuti passi avanti decisivi sulla base dell’intesa finale da circa 20 milioni di euro più il 10 per cento della rivendita. Rispetto alla possibilità che Juan David Cabal prende la strada di Bologna per unirsi al gruppo del tecnico Tedesco, questa resta una possibilità parallela e non dentro l’operazione Lucumi. Un percorso distinto per un difensore che la società rossoblù monitorava da prima che arrivasse a Torino. Carnevali, Massara e Fenucci si sono parlati in modo franco e diretto: la Juve vorrebbe poter presentare Lucumi nella festa in famiglia di lunedì con la NextGen e quindi sistemare tutta parte burocratica (visite e firma) dentro il week end. Il centrale colombiano guadagnerà tra i 2,5 e i 3 milioni, da definire se il contratto sarà fino al 2030 o al 2031. Nella trattativa sono state importanti due cose: la stima di Spalletti per il giocatore e la priorità alla Juve che Jhon ha dato e mantenuto.
Suzuki, il Psg frena e la Juve vira
Lunedì sarebbe stato il giorno giusto per presentare anche il nuovo portiere della Juventus. Ma quella di ieri è stata una giornata strana, fin troppo interlocutoria per una trattativa che doveva invece essere all’ultimo miglio. Da Parigi sono arrivati segnali di un cambio di rotta (c’è chi ha parlato di accordi di massima disattesi) rispetto alle idee di intesa possibile per consegnare il portiere giapponese a Spalletti. Si sa che i rapporti tra Torino e Parigi si sono normalizzati con l’arrivo di Carnevali e Massara. Quella recente ricomposizione ha portato al ritorno di Kolo Muani in bianconero (dopo due inseguimenti andati a vuoto con Comolli). E nessuno vuole tornare a vecchie frizioni. La Juve tiene alle relazioni internazionali con il club di Al-Khelaifi. Ma prende atto del fatto che evidentemente qualche valutazione all’interno della società parigina è cambiata, c’è meno fretta di sistemare Suzuki in prestito e magari si vuole provare a capire se esiste una possibilità di far uscire Chevalier in questi giorni.
Portiere Juve, le piste alternative
La Juve avrebbe voluto chiudere il portiere già ieri, non può e non vuole attendere ad oltranza e quindi ha ricominciato a guardarsi intorno perché in questo momento - almeno ufficialmente - la scelta netta è quella di prendere atto e guardare altrove. A Vicario che era in lista da tempo (intesa con gli Spurs per il prestito e riscatto a 15 milioni), a Trubin che però ha un costo (25 milioni) e a queste condizioni non potrebbe arrivare. Una cosa non la dice la Juve ma viene spontaneo concluderla: con quattro portieri in casa è il Psg - caso mai - a ricevere un favore dalla Juventus, che poi combina questo aspetto con una necessità tecnica. Non viceversa. Tirarla alle lunghe non gioverebbe a nessuno. Aspettare ancora con il rischio di trovarsi a mani vuote sarebbe sbagliato. Se questo è il mood - Francia per Francia - meglio prendere in prestito Edith Piaf e guardarsi intorno cercando di chiudere un portiere in fretta. Come cantava la star? «Non, je ne regrette rien”, “No, non rimpiango nulla”.