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Svizzera, al referendum per maggiore neutralità vince il No col 70,2%

September 27, 2026

Nettamente bocciata la proposta della destra di rafforzare la neutralità della Confederazione attraverso una modifica costituzionale. I votanti sono stati il 47,1%- Respinta con il 72,5% anche la proposta referendaria sulla sovranità alimentare, che disciplinava l'obiettivo di un autoapprovvigionamento netto di almeno il 70% per il Paese

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Gli svizzeri hanno nettamente respinto la proposta di rafforzare la neutralità della Confederazione attraverso una modifica costituzionale. Stando ai risultati definitivi del referendum, pubblicati dai media svizzeri, il No ha vinto con il 70,2%, mentre il Sì si è fermato al 29,8%. I votanti sono stati il 47,1%, Nella stessa giornata è stata nettamente respinta - con il 72,5% - anche la proposta referendaria sulla sovranità alimentare, che disciplinava l'obiettivo di un autoapprovvigionamento netto di almeno il 70% per il Paese.

La destra elvetica chiedeva un netto irrigidimento della neutralità

Il referendum sulla neutralità, promosso Unione democratica di centro (Udc/Svp), il principale partito della destra elvetica, proponeva un netto irrigidimento della neutralità della Svizzera e avrebbe messo a rischio l'applicazione delle sanzioni europee e occidentali contro la Russia.

Il nodo dell'adesione alle sanzioni dell'Ue contro Mosca

Radicata nella storia svizzera da secoli, la neutralità del Paese è iscritta nella Costituzione federale dal 1848; essa comporta che la Confederazione si astenga dal prendere posizione nei conflitti tra Stati terzi. Tuttavia, l'adozione da parte della Svizzera delle sanzioni dell'Unione europea contro Mosca in seguito all'invasione russa dell'Ucraina, così come il suo primo mandato come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (nel 2023 e 2024), hanno posto la questione della neutralità elvetica al centro del dibattito. Sulla definizione di neutralità svizzera si confrontavano due visioni: i sostenitori di una neutralità flessibile difendono la possibilità per la Confederazione di adattare la propria politica alle circostanze. È proprio questa logica che ha portato la Svizzera a collaborare con la Nato, pur senza farne parte. La neutralità "è sempre stata gestita con un certo margine di manovra", ha dichiarato di recente alla radio pubblica svizzera il ministro degli Esteri elvetico, Ignazio Cassis. "Neutralità non significa che la Svizzera guardi altrove quando si verifica una violazione delle regole internazionali", ha affermato inoltre durante la campagna elettorale.

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