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Tajani: «Non inseguiamo Vannacci. E Forza Italia mai per il pareggio. Detassare le tredicesime»

July 18, 2026

Ministro Antonio Tajani, ripartiamo da qualche giorno fa. Cosa è successo con le preferenze?
«L’importante è che sia passata la legge elettorale. Le preferenze sono un dettaglio, l'ho detto prima del voto. C'era qualche parlamentare che non le voleva, e c'era il tema della quota di genere. Un voto non politico, comunque: si è fatta una tempesta in un bicchier d'acqua su un emendamento presentato fra l’altro non da tutto il centrodestra».

Però poi Lega e Forza Italia avevano confluito sulla proposta di Fdi e Noi Moderati.
«C’è stata un’assemblea del nostro gruppo che alla fine ha deciso di sostenere l’emendamento. Ma ripeto, parliamo di una votazione su cento».

Al Senato si ripresenterà il problema?
«So che Maurizio Lupi vuole riproporre l’emendamento. Si vedrà a tempo debito. La sinistra stia serena: non c’è nessuna crisi di governo. Sono le loro contraddizioni a essere politiche, non le nostre».

Cioè?
«Ci spieghino cosa vogliono fare con la patrimoniale e le successioni, se stanno con l'Ucraina o con la Russia. Pensino al flop della manifestazione di Napoli, al fatto che gli elettori del centro di centrosinistra sono orfani. Il loro è un campo stretto, un campo corto. E i governi non si fanno sulle preferenze, ma sulla politica estera e su quella economica».

Perché è favorevole alla Grazia a Roggero?
«Ha sbagliato, ed è colpevole per quello che ha fatto. Ma va perdonato, perché va anche capito quello che ha subito. E quando ti minacciano, o minacciano la tua famiglia, non reagisci in maniera razionale. Detto questo, non è una mente criminale. Mi viene in mente “Un borghese piccolo piccolo”, il rimorso sarà la sua condanna peggiore».

Ma non è che inseguite troppo Vannacci?
«Io vado avanti per la mia strada. Forza Italia è un partito liberale, cattolico, atlantista, europeista, riformista. Facciamo quello che secondo noi è giusto fare. Vogliamo prendere consenso nell’elettorato liberale, anche tra i centristi delusi dal centrosinistra. Il centro c’è, ed è Forza Italia. Dal primo al 3 marzo ospiteremo a Roma il congresso del Partito popolare europeo».

Quindi Vannacci non sarà alleato del centrodestra, anche per la “galassia nera” che gli ruota intorno?
«Vannacci ha scelto lui di mettersi fuori dal centrodestra, era il vice-segretario di un partito che ne fa parte. Comunque, è un problema che non mi pongo quello degli estremisti fuori dal centrodestra. Noi siamo difensori della democrazia».

Il piano di Forza Italia?
«Ridurre la pressione fiscale, detassare le tredicesime, aumentare le agevolazioni fiscali specie per i giovani, aumentare la sicurezza dei cittadini. Le ideologie non mi interessano, sono un pragmatico».

Detassare le tredicesime è la “mossa alla Berlusconi” per la campagna elettorale?
«Si può fare partendo da quelle più basse, che possono essere detassate al 100% e poi andando a scalare verso l'alto. Le coperture? Puntiamo su investimenti seri dai fondi privati, per esempio nelle opere infrastrutturali e nei progetti sull'Intelligenza artificiale. I privati investono se c'è fiducia e stabilità. Quella che vogliamo dare con la legge elettorale e che il governo di centro-destra ha garantito. Altro che centro-destra diviso: questo sarà il governo più longevo della Repubblica, prima di questo c'è stato solo un governo Berlusconi».

Quando si vota, quindi?
«A scadenza naturale, mese più, mese meno».

Qualcuno dice: Forza Italia con Marina Berlusconi fa parte del partito del pareggio?
«Non esiste. Noi siamo figli politici di Silvio Berlusconi, l'uomo che ha inventato il centrodestra, il bipolarismo italiano, il sistema maggioritario, la Seconda Repubblica, da sempre contro i giochi di palazzo e i papocchi. Sono sciocchezze. Siamo alternativi alla sinistra e nessuno della famiglia Berlusconi ha mai parlato di pareggio o la pensa in maniera diversa dal padre. Poi siamo sempre pronti ad ascoltare i consigli sempre costruttivi di persone amiche come Marina e Pier Silvio, ed è giusto e positivo che abbiano passione per Forza Italia, la più visionaria creatura del padre. Ma non ci hanno mai imposto niente».

Sulla politica internazionale, avrà letto l'intervista dell'ambasciatore Fertitta al Messaggero. Qual è il borsino dei rapporti tra Italia e Usa?
«È positivo, non sarà qualche frase inopportuna o giudizio estemporaneo a cambiare i rapporti. Siamo stati alleati degli Usa con Bush padre e figlio, con Obama, con Biden. Il legame nasce da milioni di italiani che hanno fatto la storia degli Stati Uniti. E il vertice della Nato ad Ankara ha dimostrato che anche i rapporti con l'Europa sono buoni».

Lì è nata la Difesa europea?
«C'è stato un primo passo importante e un segnale con l'accordo sui missili balistici nel contesto della guerra in Ucraina. Che poi l'Europa si debba impegnare di più sulla Difesa è noto, e faremo di tutto per rispettare l'impegno del 5% del Pil in spese militari».

Le interferenze russe, dopo il caso delle due spie espulse, vi preoccupano?
«Ci sono attacchi su più fronti: spionaggio, disinformazione, sicurezza cyber. Ma abbiamo alzato i muri a protezione: alla Farnesina dal primo gennaio abbiamo una direzione generale di Sicurezza, con una sala operativa per respingere tutti gli attacchi».

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