Il vicepremier e segretario di Forza Italia avverte sulle banche: “No a scelte imposte, ci vogliono prudenza e dialogo”. Poi aggiunge “nessuna tassa sugli extraprofitti”. Forza Italia frena sul contributo delle banche alla manovra 2027
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"Noi tratteremo, parleremo, vedremo quali saranno le cose da fare, vediamo come trovare le risorse. Si parla di un intervento del mondo finanziario, è chiaro che per Forza Italia non esiste l'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti". Lo ha detto il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani a Mattino Cinque su Canale5 in vista della preparazione della manovra. "Per Forza Italia è fondamentale che ci sia una scelta concordata e non una scelta imposta, perché quando si cominciano a mettere le tasse si sa dove si inizia e non si sa dove si finisce", ha aggiunto. "Io propongo un dialogo forte, concreto con tutto il mondo finanziario e con quei settori che possono dare un contributo volontario", ha sottolineato. "Serve grande prudenza e Forza Italia sarà molto prudente".
“Con le banche servono prudenza e dialogo, no alle scelte imposte”
"Non vorrei - ha spiegato Tajani parlando delle possibili misure sulle banche - che pagassero i correntisti, perché per fare una scelta un po' populista si rischia di colpire il popolo. Questo non deve essere assolutamente fatto", ha sottolineato Tajani. "Bisogna stare attenti anche a non colpire le banche di credito cooperativo, le banche popolari che sono più vicine ai cittadini e alle imprese", ha aggiunto il ministro. "Noi di Forza Italia siamo pronti a organizzare incontri con il mondo finanziario per vedere che tipo di contributo possono dare. Siamo d'accordo che possono dare un contributo, ma attenzione a non imporre qualche cosa perché si spaventano i mercati, rischiamo di far scappare gli investitori stranieri, quindi bisogna muoversi come ci si è mossi negli anni scorsi, come ci si è mossi con le grandi compagnie petrolifere”.