Alghero.
29 agosto 2026 alle 00:26
Daga: «L’evasione danneggia chi paga». Pais: «Macelleria sociale»Quattordici milioni di euro. È quanto costa ogni anno ad Alghero il servizio complessivo di igiene urbana, compresa la rendicontazione. Ma la Tari che dovrebbe finire effettivamente sulle spalle della comunità vale circa 12 milioni: due milioni vengono infatti recuperati attraverso l’attività di contrasto all’evasione e consentono di alleggerire il carico fiscale complessivo. Il problema è che, anche sui 12 milioni messi a ruolo, nelle casse comunali entra concretamente solo il 75 per cento. Significa che un contribuente censito su quattro non paga. E poi ci sono i “fantasmi”: immobili e utenze che non risultano negli elenchi Tari perché i proprietari o gli occupanti non si sono mai dichiarati. È su questa seconda sacca di evasione che il Comune punta ora a stringere ulteriormente le maglie. L’assessore alle Finanze Enrico Daga ricorda che è operativo il “Progetto Entrate”, che affianca Secal nell’attività di accertamento. Un team incrocia, tra gli altri, i dati catastali con quelli relativi alle forniture di energia elettrica, alla ricerca di immobili utilizzati ma sconosciuti al fisco comunale. «Invito tutti a dichiararsi, - avverte Daga - perché tanto arriveremo a scoprirli, con conti salatissimi considerando gli ultimi cinque anni di bollette e le relative sanzioni».
Lo scontro
Sulla Tari, intanto, esplode lo scontro politico. Michele Pais, consigliere comunale della Lega, contesta le bollette che Secal sta recapitando in questi giorni. «Altro che nessun aumento: per molti cittadini gli importi sono più pesanti e basta confrontare le bollette per rendersene conto», attacca Pais avendo da ridire pure sulla qualità del servizio, giudicato insufficiente durante l’estate. Il consigliere di opposizione punta il dito soprattutto contro i pignoramenti dei conti correnti: «Una macelleria sociale silenziosa, perché contrastare l’evasione è doveroso, ma bisogna distinguere chi non vuole pagare da chi semplicemente non ce la fa». Un concetto che non convince affatto Daga: «Non si può fare politica sulla Tari perché così si danneggia proprio la comunità onesta che paga». Poi una precisazione sui pignoramenti: «Secal li sta facendo? Sì, ma si arriva a quel punto soltanto dopo decine di avvisi bonari e diversi solleciti. Il nodo è l’equità, più evasione viene recuperata, meno il costo del servizio grava su chi ogni anno paga regolarmente».
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