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Tartarughe marine, nuove procedure di soccorso: Guardia Costiera e Istituto Zooprofilattico rafforzano la rete di protezione

August 13, 2026

Formazione congiunta a Catania per il recupero degli esemplari in difficoltà

Un ciclo di incontri dedicato al recupero e alla tutela delle tartarughe marine ha riunito, nelle scorse settimane, la Direzione marittima della Sicilia orientale e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (IZSS) “A. Mirri”. Le sessioni, coordinate dal Centro controllo area pesca della Guardia Costiera di Catania, hanno avuto l’obiettivo di aggiornare e consolidare le procedure operative per il soccorso degli esemplari presenti nei mari siciliani.

Consegnati gli attestati di partecipazione al corso

Al termine delle conferenze, alla presenza del Direttore marittimo della Sicilia orientale, contrammiraglio Raffaele Macauda, e della direttrice generale dell’Istituto Zooprofilattico, prof.ssa Francesca Di Gaudio, sono stati consegnati al personale della Capitaneria di porto di Catania gli attestati di partecipazione al corso di “Primo soccorso e manipolazione delle tartarughe marine – specie Caretta caretta”.

L’impegno della Guardia Costiera e le minacce per le tartarughe

La Guardia Costiera, impegnata da anni nella salvaguardia dell’ecosistema marino e della biodiversità, svolge un ruolo centrale nella segnalazione, nel monitoraggio e nel recupero delle tartarughe ferite, spiaggiate o con difficoltà natatorie. Un’attività che si affianca alla protezione dei siti di nidificazione lungo le spiagge italiane, sempre più esposti ai rischi legati alla pressione antropica. La Sicilia, con le sue ampie coste sabbiose e condizioni ambientali favorevoli, rappresenta uno dei principali punti di nidificazione della Caretta caretta. Tuttavia, la presenza di questa specie è minacciata da fattori ambientali e dall’impatto umano: ingestione accidentale di ami e plastiche, ferite da eliche e imbarcazioni, disturbo dei siti di deposizione.

Le operazioni di recupero avviate dalla Guardia Costiera nella Sicilia Orientale sono fondamentali per consentire all’Istituto Zooprofilattico – attraverso il Centro di Recupero delle Tartarughe Marine – di procedere alla cura, riabilitazione e successivo reinserimento degli animali nel loro habitat naturale. La collaborazione tra le due istituzioni comprende anche il monitoraggio dei nidi, la gestione degli esemplari deceduti e l’attivazione delle autorità veterinarie e comunali per le valutazioni sanitarie e la rimozione delle carcasse.

Il ruolo degli utenti del mare

Un ruolo decisivo è affidato anche agli utenti del mare: diportisti, bagnanti e pescatori professionali. La Guardia Costiera ricorda alcune semplici azioni da adottare in caso di avvistamento di una tartaruga in difficoltà o di un esemplare spiaggiato: contattare immediatamente la Guardia Costiera ai numeri 1530 o 112, evitare di avvicinarsi alla bocca dell’animale, non tentare di estrarre ami o lenze visibili. Inoltre,  in caso di spiaggiamento, coprire il carapace con un panno umido di acqua marina, lasciando libere testa e narici e in presenza di un sito di nidificazione, circoscrivere l’area ed evitare assembramenti.

Un insieme di buone pratiche che contribuisce a proteggere una delle specie simbolo del Mediterraneo, sempre più fragile e bisognosa di interventi tempestivi e coordinati.