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Teatro delle Vittorie, la Rai pensa al futuro: i piani di Viale Mazzini dopo la vendita dell'immobile - TvBlog

September 5, 2026

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Il Teatro delle Vittorie è in vendita, nei prossimi mesi si conoscerà il nuovo proprietario. La compravendita rientra in un’operazione da 230 milioni di euro con 15 immobili pronti a essere ceduti.

Teatro delle Vittorie, la Rai pensa al futuro: i piani di Viale Mazzini dopo la vendita dell’immobile

5 Settembre 2026 20:00

Il Teatro delle Vittorie non sarà più appannaggio della Rai. La consapevolezza c’è da maggio scorso, nonostante siano stati numerosi gli interventi in opposizione alla decisione dell’azienda. Persino Fiorello e Stefano De Martino hanno provato a far tornare Viale Mazzini sui propri passi. Il Teatro delle Vittorie resta un pezzo di storia della tv pubblica che, ora, sembrerebbe essere destinato alla cessione. I motivi sono di natura economica: le spese di mantenimento per la televisione di Stato non sono più sostenibili. Oltretutto fino allo scorso anno c’era una motivazione capillare che ne impediva la vendita: Affari Tuoi andava in onda dalla celebre struttura.

Nel 2027 non sarà più così. Il gioco dei pacchi si trasferisce a Milano. I telespettatori se ne renderanno conto a partire già da questa seconda metà di 2026, quando la trasmissione condotta da Stefano De Martino sarà trasmessa da via Mecenate. I motivi legati al cambio di location sono da imputarsi a necessità specifiche del conduttore e Direttore Artistico di Sanremo 2027: aveva e ha necessità di stare più vicino a suo figlio Santiago, che vive a Milano, per questo non intende più fare la spola tra le due città.

Il Teatro delle Vittorie in vendita

La Rai, conoscendo il peso di Stefano De Martino rispetto agli attuali equilibri dell’azienda, lo ha accontentato. Quindi il Teatro delle Vittorie deve intraprendere, necessariamente, la strada che porta alla vendita. Viale Mazzini non può permettersi di avere “cattedrali nel deserto”, ovvero strutture che non usa e dovrebbe mantenere. La nuova politica aziendale è semplice: si tiene soltanto ciò che è funzionale. Infatti, oltre al Teatro delle Vittorie, la televisione di Stato ha messo in vendita altri 15 edifici tra Genova, Venezia, Milano, Firenze e Roma.

Rai, il Teatro delle Vittorie è in vendita
Il Teatro delle Vittorie è in vendita (Sergio D’Affitto) – TvBlog

Sul taccuino delle cessioni, quindi, troviamo anche la Torre Rai di Corso Sempione a Milano e il Palazzo della Radio in via Verdi a Torino. L’obiettivo è investire i ricavi delle vendite in ristrutturazioni utili a luoghi più moderni e spendibili in termini di urbanistica. Infatti, la sede Rai di Corso Sempione è destinata a spostarsi poco più avanti: nel quartiere Portello. Insomma la Rai Radiotelevisione Italiana sta giocando metaforicamente a scacchi con l’obiettivo di trovare la casella più opportuna per costruire il proprio futuro. Meno costi e investimenti più mirati.

Un piano di cessione condiviso

I vertici fanno sapere che questo, nello specifico, non è un insulto alla memoria del Servizio Pubblico: “La necessità di guardare avanti – spiegano i vertici dell’azienda in una nota congiunta – è figlia della necessità dei tempi. Dobbiamo rendere le nostre strutture all’avanguardia e questa necessità prevede qualche operazione di restyling”. Tradotto: per rifarsi il look, la Rai ha bisogno di fare economia. Con i primi introiti, si investirà su altro. Mezzi, modi e capacità.

Insomma, il bottino pieno (dalle cessioni) servirà a rimpolpare la televisione pubblica con investimenti specifici. Anche nelle piattaforme online. Sono già stati spesi molti soldi per l’aggiornamento e alleggerimento – in termini di gestione e velocità – della piattaforma RaiPlay. Il 22 maggio 2026 scadeva il termine ultimo per presentare la manifestazione d’interesse in merito all’acquisto dei quindici edifici a marchio Rai con la scritta vendesi all’entrata, fra cui il Teatro delle Vittorie. Il pacchetto immobiliare ha un valore complessivo di circa 230 milioni di euro. Viale Mazzini, nella fattispecie, spinge per la vendita in blocco a un unico acquirente. Si valuteranno, però, anche situazioni singole che implicherebbero la divisione del patrimonio immobiliare.

Ipotesi “lease back”

15 edifici destinati a cambiare proprietà, di cui 6 hanno il vincolo della Soprintendenza. Si deve passare, quindi, dal Ministero della Cultura che dovrà autorizzare l’eventuale passaggio di consegne. Restando in tema, lo Stato mantiene il diritto di prelazione sulle operazioni che dura – nello specifico – 60 giorni. In alcuni casi la Rai sta anche pensando di vendere gli immobili e utilizzarli per un periodo limitato attraverso la formula “lease back”: accordo che consentirebbe all’azienda di liberarsi degli edifici in questione continuando le attività al loro interno per un breve periodo.

Ipotesi che non riguarderebbe il Teatro delle Vittorie, perchè è dismesso da giugno scorso. Quando sono terminate le registrazioni di Affari Tuoi. Maggiore preoccupazione è stata mostrata per quel che riguarda lo smantellamento delle sedi Rai di Venezia, Genova e Firenze. In tal caso è dovuto intervenire l’UsigRai per evitare ripercussioni sindacali nei confronti dei giornalisti interni. Lo spostamento dovrà avvenire in maniera concordata e graduale.

Interessamento del MIC

Nella fattispecie il Ministero della Cultura sta valutando un interessamento nei confronti degli immobili. Subito dopo potrebbe esserci un intervento dedicato con una prima offerta. I criteri del bando sono stati rispettati e il Ministro Giuli, nei mesi scorsi in collegamento con Fiorello nel corso di una puntata de La Pennicanza, ha sottolineato che tutte le opzioni sono al vaglio. Dunque il ruolo del MIC, all’interno della compravendita del Teatro delle Vittorie, sembrerebbe essere concreto e attivo. Resta da capire se gli estremi per la cessione saranno confermati, oppure qualche altro potenziale acquirente avrà fatto un’offerta migliore. L’unica certezza, al momento, è che il Teatro delle Vittorie appartiene più al passato che al presente della Rai Radiotelevisione Italiana. Come, del resto, gli altri quattordici edifici in attesa d’intestazione.