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Terni, nuovo supermercato: Confartigianato attacca. Raccolte 800 firme per la petizione

August 24, 2026

È in corso una petizione popolare per dire “no” alla nuova struttura commerciale prevista a Borgo Rivo, in via del Centerio. La raccolta firme, promossa da diversi cittadini, avrebbe già raccolto oltre 800 firme. La preoccupazione è per la viabilità e la riduzione del verde rispetto a quanto previsto in origine per l’area interessata. Sulla petizione, così è stato votato lunedì mattina, ci sarà un confronto in I e III commissione congiunta. Sulla realizzazione del nuovo supermercato è intervenuto anche Confartigianato che, in una nota stampa, manifesta preoccupazione per un’operazione che «non solo incrementerà la concentrazione di aree commerciali in una periferia già satura, ma che comporterà un pesante costo per i cittadini: il dimezzamento dell’area verde destinata a parco pubblico».

«Il risultato reale di questa architettura normativa – si legge nella nota – è sotto gli occhi di tutti: i piccoli esercizi di vicinato continuano a chiudere sotto la pressione della grande distribuzione e le riorganizzazioni del mercato, mentre le deroghe e la rimodulazione urbanistiche vengono ipotizzate per i grandi gruppi commerciali». Confartigianato Terni richiede da anni – spiega – un Piano di emergenza per il rilancio del commercio e dell’artigianato a partire dal centro città. Tra le proposte vi è la nuova politica e regolamentazione degli eventi, regole più specifiche per le attività su area pubblica che privilegino l’attrattività e i flussi di potenziali clienti dai territori vicini, riduzioni della fiscalità locale, interventi straordinari su manutenzione e arredo urbano e parcheggi gratuiti nella fascia serale. «Queste proposte concrete attendono ancora una risposta – attacca – però l’amministrazione si appresta a sacrificare verde pubblico per favorire l’insediamento di un nuovo polo commerciale».

«È difficile sostenere che avere un nuovo centro commerciale sia interesse dei cittadini in un quartiere caratterizzato da un’altissima densità abitativa e commerciale e già afflitto da gravi criticità viabilistiche e ambientali» chiarisce l’associazione. Sulle due nuove rotatorie «la modifica appare funzionale all’attrattore privato», con la Giunta che propone di «monetizzare oltre 3mila mq di parco pubblico che non verranno mai realizzati, incassando 206mila euro». «Al di là della fattibilità giuridica – conclude -, l’operazione si scontra frontalmente, nella sostanza, con il senso e le stesse affermazioni dell’istruttoria delle linee guida del Documento di programmazione delle attività commerciali (Dpac)».