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Terra illuminata anche di notte con giganteschi specchi spaziali, il progetto di una startup Usa

October 27, 2026

Una luce abbagliante dalle montagne, il deserto illuminato in piena notte. Vicino a Lone Pine, in California, alcuni residenti hanno assistito alla prova di un progetto che sembra fantascienza: portare sulla Terra la luce del Sole dopo il tramonto, riflettendola con giganteschi specchi nello spazio. Ne scrive oggi il britannico Guardian. Dietro l’esperimento c’è Reflect Orbital, startup americana che punta a schierare 50mila satelliti nel prossimo decennio. Secondo quanto racconta il Guardian, a luglio la Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di un primo satellite dimostrativo, previsto per il 2027: uno specchio di circa 18 metri di diametro dovrebbe indirizzare la luce su un’area larga quasi cinque chilometri.

La prova e le promesse.

In California non sono stati utilizzati satelliti, ma potenti fari mobili installati vicino al monte Whitney per simulare l’effetto. L’azienda, che ha collaborato con una squadra di soccorso locale, indica proprio nelle ricerche notturne una prima applicazione. Tra gli altri impieghi immagina l’illuminazione delle coltivazioni e l’aumento della produzione dei pannelli solari.

La protesta. Ambientalisti e astronomi contestano però l’idea di modificare il cielo notturno. Quattro organizzazioni rappresentate da Earthjustice hanno chiesto alla FCC di riconsiderare l’autorizzazione. Temono conseguenze sui ritmi del sonno e sugli animali che dipendono dall’alternanza tra luce e buio per nutrirsi, riprodursi e orientarsi. Per gli astronomi, inoltre, nuovi riflessi aggraverebbero l’inquinamento luminoso e ostacolerebbero l’osservazione delle stelle.

Reflect Orbital sostiene che la tecnologia potrebbe ridurre il ricorso ai combustibili fossili e assicura di voler evitare osservatori, parchi nazionali e aree ricche di fauna. Ma la domanda resta: chi decide quando, dove e quanto deve durare la notte?

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