PADOVA - Ieri mattina nei gruppi whatsapp dei sindaci è stato il tema più caldo e dibattuto. Favorevoli e contrari, scettici e interessati. Una pioggia di messaggi per commentare la notizia rimbalzata da Roma che potrebbe stravolgere le elezioni amministrative del 2027. Nell’ambito della riforma del Testo Unico degli Enti Locali la maggioranza potrebbe eliminare il vincolo del terzo mandato per i sindaci dei Comuni sopra i 15mila abitanti. Una norma che avrebbe permesso a Luigi Brugnaro di tentare un altro mandato da sindaco di Venezia e che ora consentirebbe a Sergio Giordani di correre nuovamente a Padova, giusto per rendere l’idea.
Lo scenario
Proprio a Padova la notizia è stata accolta con naturale interesse da tutti i partiti e sono immediatamente partite delle telefonate dirette a Roma per annusare l’aria e capire quanto sia fondata l’ipotesi. Riscontri arrivati: «È una riforma su cui sta lavorando soprattutto la Lega, ma bisognerà convincere Giorgia Meloni». Di certo però la possibilità di ricandidare Sergio Giordani, sindaco in grado di vincere due volte (l’ultima largamente al primo turno), potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Pd è infatti alle prese con una complessa successione: i nomi in campo sono quelli del consigliere regionale Andrea Micalizzi e del vicesindaco Antonio Bressa, ma l’ala più a sinistra della maggiorana rappresentata da Coalizione Civica invoca un profilo proveniente dalla società civile. Facile a dirsi, meno a farsi. Dove si trova un imprenditore noto e apprezzato in città come lo era già nel 2017 Sergio Giordani, che era stato perfino il presidente del Calcio Padova ai tempi della serie A? Lo stesso primo cittadino negli ultimi mesi avrebbe sondato alcune figure senza avere riscontri positivi. Ecco quindi che si apre clamorosamente un’altra ipotesi: dopo Giordani ancora Giordani. Sarebbe una sfida tra big visto che sull’altra parte della barricata dovrebbe salire il leghista Roberto Marcato.
Le ipotesi
A sinistra partiti e movimenti civici sarebbero probabilmente tutti d’accordo. Difficile dire no al terzo mandato di un sindaco che negli ultimi nove anni ha fatto da equilibrista e mediatore in mille situazioni tenendo assieme una larga maggioranza che va da Avs agli ex Forza Italia. Il punto interrogativo riguarda la sua volontà. In questi anni Giordani si è più volte espresso a favore di un terzo mandato (anche parlando di Luca Zaia, facendo in quel caso sobbalzare il centrosinistra). Chi lo conosce bene assicura che «a Sergio fare il sindaco piace eccome e se glielo chiedessero tutti probabilmente accetterebbe». C’è però il tema dell’età: a maggio compirà 74 anni e quindi al termine del suo terzo mandato ne avrebbe 79. Ieri il diretto interessato ha glissato: «È la centesima volta che se ne parla. Penso che il centrosinistra padovano debba continuare sulla strada ovvia e naturale, quella che porta a identificare il candidato». Il tema scalda il dibattito anche nelle amministrazioni di provincia con il secondo mandato in scadenza. Ad Abano il sindaco Federico Barbierato (centrosinistra) è fermamente contrario: «Dieci anni sono sufficienti per lasciare un segno, una città cresce con nuove energie. Io rinuncerei». A Cittadella il leghista Luca Pierobon è sulla stessa linea ma lascia una porta socchiusa: «Quello del sindaco non deve diventare un lavoro e in democrazia vige l’alternanza. Ma se a chiederlo fosse tutto il gruppo che mi sostiene in modo compatto...».