CROCETTA DEL MONTELLO (TREVISO) - «Non sono un pazzo, il calcio lo ho nel cuore. Sono un marocchino integrato, ho famiglia e lavoro per i giovani da anni: qui a Crocetta ho dato vita a tante iniziative. Mi sento veneto. Ma sembra che contro di me ci sia troppo accanimento». Questo lo sfogo di Abdellah Boudouma, il presidente/allenatore del Crocetta salito alla ribalta per aver tirato una testata a un giocatore avversario e per aver insultato il direttore di gara dopo la partita di domenica scorsa, in coppa di Terza disputa a Crocetta. Azioni che hanno portato a una squalifica di nove mesi e mezzo. «Non chiedo scusa» ha detto il presidente.
Il personaggio
Boudouma non è certamente uno sprovveduto, ma un uomo con una forte esperienza alle spalle, da giocatore prima e allenatore poi. Nato nel 1972 in Marocco, da sempre ha amato il gioco del calcio: centrocampista di qualità ha vestito la maglia dei Leoni dell'Atlante, ma anche Marsiglia, del Lucerna. Nel 1999 arriva in Italia: qui gioca per il Pievigina in D, Cittadella in B, Teramo in C1.
Appende le scarpe al chiodo è diventa allenatore: passa per Cappella Maggiore, Piazzola, Rubano, San Gaetano e infine Cornuda Crocetta. Patentato Uefa Pro, dottorato in psicologia, è stato docente a San Marino e a Parma e ha un master in organizzazione di eventi e impianti sportivi.

La vicenda
Ma cos’è successo domenica? «Ero entrato in campo, senza autorizzazione - risponde -, richiamando l’attenzione dell’arbitro su un fallo pericoloso contro un mio calciatore. E l’arbitro mi ha mostrato il rosso». Boudouma, anche in passato, si è accanito nei confronti degli arbitri, ma lui si difende: «Non mi capiscono: certo, qualche protesta c’è stata, ma sembra ci sia un accanimento contro di me e mi chiedo se è per il colore della pelle o cosa. E domenica quando mi è stato rivolta l’offesa “marocchino di m….” nessuno è intervenuto. Perché?».
Nel post partita, l’allenatore non si è limitato ad attaccare l’arbitro, ma anche i giocatori avversari. «Sono stato offeso - si difende -, ma non ho minacciato nessuno, poi nella foga ci sono stati spintoni - non menziona la testata - ma una squalifica così non me l’aspettavo».
E aggiunge: «Chi mi offende, non era nemmeno nato quando io giocavo nella nazionale del Marocco». Boudouma però non è solo insulti e spintoni.
«Sono da sei anni al Crocetta - si racconta -, ho salvato società e squadra. Gli spogliatoi erano malconci, il terreno di gioco era un campo di patate. Ho lavorato, ho fatto molto pagando di tasca mia, ma nessuno ha messo in evidenza questo. Eppure attiro l’attenzione per la giustizia sportiva». «E dirò di più... - continua l’allenatore - ho fatto molto per i giovani: dall’invitare psicologi a organizzare partite con giudici e magistrati, sempre pagando di tasca mia. Questa è la vera integrazione, altro che maranza. Ma puntano il dito contro di me». La squalifica è dura, ma non ha abbattuto Boudouma: «Non farò ricorso - conclude -, ma continuerò: la squadra e il settore giovanile continueranno a scendere in campo. Con il progetto Academy ci siamo rimboccati le maniche e nessuno ci fermerà».