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'Togliti foulard, fai schifo', ma consigliera dem è in cura per tumore - Notizie - Ansa.it

August 30, 2026

L'odio social non si ferma davanti a nulla. Neppure di fronte alla malattia. È un fiume in piena di insulti, offese, commenti sessisti e misogini quello che ha travolto Roberta Vallacchi, consigliera regionale lombarda 'colpevole' agli occhi degli hater di avere presentato la Festa dell'Unità di Lodi, e il dibattitto dedicato agli 80 anni dal voto alle donne che venerdì sera l'ha aperta, con in testa il foulard indossato da quando ha cominciato a perdere i capelli perché in cura per un tumore. "Toglitelo, fai schifo", le hanno scritto sui social scatenando la solidarietà bipartisan della politica e una ondata di affetto che ha compensato, almeno in parte, l'amarezza per quello che è stata costretta a leggere.
"Penso sia grave quanto accaduto perché diretto a uno stato di malattia che nulla ha a che fare con la politica e rompe quella rete di solidarietà e compassione che, in maniera trasversale, dovrebbe essere intrinseca alla comunità. La buona notizia è che sto ricevendo moltissimi messaggi di solidarietà da persone indignate e questo dimostra il tanto di buono che c'è nella nostra società", commenta l'esponente dem, secondo cui "i social offrono il luogo ideale a chi vuole lanciare insulti nascondendosi. Ma questo non spaventa, anzi, spinge a proseguire nell'impegno per le donne - sottolinea - soprattutto per quelle che si trovano ad affrontare la malattia".
"Quei commenti dimostrano quanto sia ancora radicata una cultura maschilista che reagisce con aggressività quando le donne prendono parola e occupano lo spazio pubblico", è la denuncia del Pd, che esprime "la più ferma condanna" per quanto accaduto. Parla di un inaccettabile "clima violentissimo creato ad arte" il capogruppo dem a Palazzo Pirelli Pierfrancesco Majorino, che rivolge "un abbraccio alla grande Roberta, collega tostissima più forte del marciume che ci circonda", anche se "è giusto denunciare pubblicamente e non solo". Perché "l'odio non va minimizzato e gli odiatori non vanno compatiti".
"Quando il filtro della tastiera garantisce all'ignoranza più becera la copertura dell'anonimato, i risultati sono questi", è il commento del Movimento 5 Stelle, che punta il dito contro "il continuo lisciare il pelo agli estremismi portato avanti da alcune forze politiche". "La politica non può mai trasformarsi in odio personale, violenza verbale o accanimento, tanto più nei confronti di chi sta affrontando una battaglia così delicata", sottolinea Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Forza Italia in Lombardia, secondo cui "insultare una persona per il foulard che indossa mentre affronta una malattia supera ogni limite di umanità e decenza".

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