Si sono conclusi nei giorni scorsi i lavori di “tombatura” dei sottopassi pedonali all'incrocio tra via Sulpicio Massimo e via Piave e via Campania, nel quadrante Sallustiano. L'amministrazione capitolina a inizio 2026 ha dato l'ok al progetto che prevede un investimento complessivo di circa un milione di euro.
Chiusi i sottopassi di via Piave e via Campania
L'intervento su via Piave e via Campania ha riguardato due sottopassi pedonali già chiusi, quindi non esposti alla frequentazione e ai bivacchi di senza dimora come in altri casi nella zona di Porta Pia. L'obiettivo dell'assessorato ai Lavori Pubblici è quello di recuperare porzioni di spazio pubblico calpestabile. Le due “tombature” appena concluse, infatti, hanno permesso di ampliare due marciapiedi prima in buona parte occupati dagli accessi (ormai inutili) ai sottopassi. Che, negli anni, sono stati sostituiti da attraversamenti pedonali o da semafori pedonali.
Marciapiedi più ampi
Nel caso dell'incrocio tra via Suplicio Massimo e via Piave, in zona piazza Fiume, l'intervento ha riguardato - con una spesa di circa 150mila euro - la ricostruzione del calcestruzzo ammalorato interno alla struttura, la demolizione di una parte dei cigli e dei parapetti delle scale d'accesso. Sono poi stati riempiti i vani e in superficie è stato rifatto il marciapiede.
I prossimi cantieri
Adesso i cantieri si sposteranno su via Cristoforo Colombo, all'altezza di viale America, il principale attraversamento presente sull'arteria di Roma sud. Ma è previsto, fanno sapere dall'assessorato, un intervento simile anche nel sottopasso di via del Tritone, uno degli storici della città (inaugurato nel 1954) e oggi inutilizzato.
Una nuova idea di città
La scelta da parte dell'amministrazione è legata al cambiamento di abitudini e a un pensiero nuovo di fruibilità della città. Roma negli anni '60 metteva le macchine al primo posto, spingendo i pedoni a utilizzare i sottopassi. Oggi queste strutture sono diventate ricettacolo di sporcizia e, quando non chiusi, anche rifugio di senza dimora e luogo di pericolo.