IL MERCATO GLOBALE del beverage parla sempre più italiano. O meglio, piemontese. Lo dimostra il caso Gamondi, storico marchio nato...

IL MERCATO GLOBALE del beverage parla sempre più italiano. O meglio, piemontese. Lo dimostra il caso Gamondi, storico marchio nato...

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IL MERCATO GLOBALE del beverage parla sempre più italiano. O meglio, piemontese. Lo dimostra il caso Gamondi, storico marchio nato ad Acqui Terme oltre 130 anni fa grazie all’intuizione di Carlo Gamondi, creatore dell’omonimo Amaro. Oggi quel patrimonio storico, reinterpretato con una visione contemporanea e innovativa, si conferma un asset competitivo capace di affermarsi sui mercati internazionali. Lo dimostrano i recenti risultati ottenuti ai World Drinks Awards 2026, tra i più autorevoli riconoscimenti internazionali del settore beverage, dove il brand ha conquistato il titolo di miglior Bitter d’Italia con il suo Bitter Gamondi e la medaglia d’oro per il Vermouth di Torino IGP Rosso. Un risultato che riflette la crescita del brand e che fotografa anche un fenomeno macroeconomico più ampio: la riscoperta internazionale dell’aperitivo italiano e il momento di rinascita del vermouth piemontese.
Queste categorie sono oggi tornate al centro della scena grazie all’evoluzione della mixology contemporanea e alla crescente ricerca di prodotti identitari e legati al territorio d’origine. "Negli ultimi anni il Vermouth di Torino IGP Rosso Gamondi ha registrato una crescita significativa, soprattutto nel canale Horeca", spiega Gianfranco Toso, ad di Toso spa, gruppo con sede a Cossano Belbo, presente nei principali mercati internazionali con un portafoglio che comprende vini, spumanti, aperitivi, liquori e distillati e dal 2009 titolare di Gamondi. "È un segnale molto chiaro – aggiunge – di come il consumatore stia tornando a premiare prodotti autentici, di qualità superiore e fortemente legati alla tradizione italiana dell’aperitivo. Oggi il vermouth non è più percepito come un prodotto del passato, ma come un ingrediente contemporaneo, versatile e in linea con le nuove tendenze della mixology, orientate verso cocktail più equilibrati e identitari. Anche sui mercati esteri stiamo registrando un interesse crescente: Gamondi è oggi presente nei principali mercati internazionali e stiamo consolidando in particolare la nostra presenza in Germania, Francia e Austria, dove il rituale dell’aperitivo italiano attira un numero crescente di nuovi consumatori".
Ed è in questo scenario che Gamondi ha trovato il proprio spazio distintivo: valorizzare la tradizione senza trasformarla in nostalgia, coniugando la memoria storica con un approccio contemporaneo e innovativo. La filosofia del brand resta infatti legata alla visione originaria di Carlo Gamondi e alla cultura dell’Italian Aperitivo, reinterpretata con un linguaggio attuale e con una gamma completa di prodotti costruita per rispondere alle esigenze dei professionisti della miscelazione. Questa visione tecnica si traduce nelle singole ricette della gamma. Il Bitter Gamondi premiato nasce, ad esempio, dall’infusione di erbe e botaniche selezionate come genziana, assenzio, china, aloe e rabarbaro, unite a scorze d’arancia dolci e amare. Un prodotto pensato per offrire struttura, equilibrio e persistenza aromatica nei grandi classici della miscelazione.
Il Vermouth di Torino IGP Rosso, invece, recupera l’antica ricetta della maison e valorizza l’artemisia piemontese insieme a note speziate di china e coriandolo, confermando il forte legame con il territorio d’origine. A questi si aggiunge l’Aperitivo Pink Citrus, lanciato da Gamondi nel 2025, che ha vinto il Premio Barwards Innovazione 2025 organizzato dalla testata Bargiornale. "Questi riconoscimenti nazionali e internazionali ci riempiono d’orgoglio e rappresentano la conferma del percorso che Gamondi sta portando avanti negli ultimi anni: valorizzare il nostro patrimonio storico e la cultura dell’aperitivo italiano attraverso prodotti di eccellenza", commenta Alessandro Toso, responsabile Marketing di Gamondi. "Premi come questi – aggiunge – riconoscono la forza di una visione che unisce tradizione e innovazione".
A Cossano Belbo, nel cuore delle Langhe, anche il Museo Enologico Toso, custode dei segreti e delle fatiche della Cantina fondata più di cento anni fa dall’omonima famiglia.
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