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Traffico in tilt per ore sulla strada del mare per un semaforo rotto: «Auto ferme sul ponte e rischio di scontro». In campo la 'pattuglia mista' carabinieri-sindaci

August 10, 2026

MORSANO/VARMO - Traffico in tilt per circa tre ore, ieri mattina, sul ponte di Madrisio, a causa di un guasto ad uno dei semafori. Momenti pericolosi, ma i rischi sono stati scongiurati grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto gli amministratori dei due Comuni interessati dal problema, Morsano e Varmo, e le forze dell’ordine. Intorno alle 10 il cellulare della sindaca di Morsano Elena Maiolla ha cominciato a squillare. «Diversi cittadini - spiega - mi hanno chiamato per segnalarmi la situazione di confusione e di pericolo sul ponte, con macchine ferme a metà strada e provenienti dai lati opposti che hanno rischiato di scontrarsi». Lo stesso è successo al sindaco e al suo vice di Varmo, Massimiliano Gattolini e Gabriele Tonizzo. «C’è chi - riporta Tonizzo - ha dovuto affrontare retromarce anche di un chilometro».

LE CRITICITÀ

Maiolla e Tonizzo si sono messi in contatto e hanno gestito l’emergenza insieme. «Abbiamo cercato di capire l’origine del problema - spiegano -: il semaforo guasto era quello dalla parte di Varmo». Da qualche giorno la viabilità lungo la strada regionale “ferrata” Sr-Pn 40 è stata modificata per consentire l’esecuzione dei lavori collegati alla dismissione del metanodotto Mestre-Trieste. Ora la circolazione è a senso unico e il transito è disciplinato da semafori attivi 24 ore su 24. Sarà così fino a fine anno. Se nei primi giorni, nonostante i dubbi di alcuni automobilisti legati ai lunghi tempi di attesa, i semafori sono sempre risultati correttamente funzionanti, ieri mattina in quello di Varmo si è registrato effettivamente un guasto.

GLI INTERVENTI

Maiolla e Tonizzo hanno subito raggiunto il posto e allertato sia i carabinieri sia la ditta che si sta occupando dei lavori. Sul ponte di Madrisio sono arrivati i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Latisana. «Da una parte hanno gestito la viabilità i carabinieri - riporta Maiolla - e dall’altra io e il vicesindaco di Varmo». Se amministratori locali e uomini dell’Arma sono intervenuti tempestivamente, «la nota dolente» per Maiolla e Tonizzo, è rappresentata dai tempi di attesa per l’arrivo della ditta. L’azienda che gestisce il cantiere è di Ronchi dei Legionari, ma quella che è arrivata per ripristinare il semaforo è di Quarto d’Altino, per questioni di reperibilità. «E purtroppo - aggiunge Tonizzo - è potuta intervenire una sola persona, quando ne sarebbero servite due». Il problema è stato risolto intorno alle 13, con un grande sospiro di sollievo e il ripristino della circolazione.

L’AUSPICIO

«Ci auguriamo - dichiara Maiolla - che la ditta dei lavori trovi una soluzione per intervenire in futuro in modo più celere in caso di guasti nel fine settimana. La situazione che si crea è davvero pericolosa». Maiolla e Tonizzo esprimono gratitudine ai carabinieri di Latisana «che oltre a svolgere il loro ruolo sono rimasti con noi fino alla fine per accertarsi che fosse tutto funzionante». In generale, con la nuova viabilità, continuano a registrarsi delle violazioni. Al di là del guasto di ieri, i tempi di attesa, per chi trova il semaforo rosso, possono essere anche piuttosto lunghi, e c’è chi non ha pazienza e passa lo stesso. «Mettendo a rischio chi invece rispetta le regole» ribadisce la sindaca Maiolla. «In più - sottolinea - continuano a transitare anche i ciclisti, che non potrebbero».

L’attenzione rimane alta e l’area è presidiata dalla Polizia locale. Ieri stesso sono stati rilevati dal vicesindaco di Varmo alcuni comportamenti spiacevoli. «Agli utenti della strada, seppur per fortuna in minima percentuale, chiedo di avere più rispetto e considerazione delle figure istituzionali e soprattutto di chi porta una divisa - ha scritto Tonizzo in un post pubblicato sui social -. Non eravamo lì per portare disagio a chi doveva andare al mare o ad un pranzo con gli amici, ma eravamo lì per garantire proprio l’incolumità e la sicurezza di questi ultimi». Ma c’è anche chi, invece, «ha pensato a noi che eravamo sotto il sole e ha portato dell’acqua fresca».