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Il fumetto di Marinaccio per i 30 anni di Trainspotting

October 19, 2026

Per i 30 anni del film, che torna eccezionalmente al cinema il 19, 20 e 21 ottobre, Claudio Marinaccio trasforma attrraverso le sue tavole il ricordo della sua prima visione in un racconto generazionale fatto di VHS, autogestioni scolastiche e cultura pop anni Novanta. Un viaggio nella memoria che si chiude con una domanda: "Alla fine avete scelto la vita?"

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Per i 30 anni di Trainspotting, il film diretto da Danny Boyle tornerà nelle sale italiane il 19, 20 e 21 ottobre 2026 in versione restaurata in 4K, dopo l'anteprima speciale del 17 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Per l'occasione, il fumettista Claudio Marinaccio ha realizzato due tavole che trasformano un ricordo personale in un racconto generazionale. Più che celebrare il film tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh, l'autore racconta il modo in cui molti ragazzi degli anni Novanta lo scoprirono: lontano dalle sale cinematografiche, tra videocassette passate di mano in mano e visioni improvvisate. Al centro della storia c'è un'immagine familiare per chi è cresciuto in quegli anni: una televisione appoggiata su un carrello, un videoregistratore e una VHS di Trainspotting

Claudio Marinaccio

Quando Trainspotting arrivò in classe

Nelle tavole Marinaccio torna con la memoria ai giorni dell'autogestione del liceo scientifico Darwin di Rivoli, in provincia di Torino. Il ricordo, filtrato dal tempo, trasforma quella prima visione in una sorta di evento cinematografico, avveenuta in  una normale aula scolastica con una televisione e un videoregistratore. È proprio in questo scarto tra memoria e realtà che il fumetto trova uno dei suoi punti più efficaci. Attorno scorrono i riferimenti di un'epoca e di un modo diverso di vivere il cinema, mentre il racconto restituisce il momento in cui il film fece irruzione nell'immaginario di molti adolescenti, diventando un fenomeno culturale prima ancora che cinematografico.

Claudio Marinacci

Trent'anni dopo, la stessa domanda

Nelle tavole trova spazio anche Irvine Welsh, incontrato dal fumettista anni dopo a Milano, in una sorta di chiusura simbolica del percorso iniziato davanti a quella videocassetta. Ma il cuore del racconto arriva nelle vignette finali, quando l'autore riprende il celebre "Choose Life" pronunciato da Mark Renton e lo trasforma in una domanda rivolta agli spettatori di ieri: "Alla fine avete scelto la vita?". È qui che il fumetto supera la semplice nostalgia e diventa una riflessione sul tempo trascorso, sul rapporto con la propria adolescenza e su ciò che resta, trent'anni dopo, di uno dei film più influenti degli anni Novanta.