Nell’agosto 2023 il primo caso dell’epidemia nel Pavese. Coldiretti: le aziende del settore sono passate da 180 a 50

La Psa ha messo in ginocchio il territorio centrale per la filiera nazionale dei salumi Dop

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Pavia, 6 agosto 2026 – Un crollo di quasi il 60% dei capi allevati, da oltre 233mila ad appena 100mila. A tre anni dallo scoppio dell’epidemia di peste suina africana nel Pavese, la Coldiretti provinciale traccia un bilancio pesantissimo. “Gli allevatori hanno subìto danni diretti e indiretti oltre a speculazioni per centinaia di milioni – sottolinea la presidente Silvia Garavaglia – Ora ci aspettiamo che l’Europa dia una risposta concreta e metta a disposizione le risorse per sostenere le imprese che si sono sacrificate per salvare l’intero comparto”. Era infatti l’agosto del 2023 quando si registrò il primo caso di Psa in un allevamento di suini del Pavese.
Conseguenze devastanti per le aziende agricole
“Da allora è stato un susseguirsi di conseguenze devastanti per le aziende agricole – ricorda ancora Garavaglia – Dall’abbattimento di quasi 100mila capi in due anni fino alla creazione delle zone di restrizione, passando dall’impatto economico delle misure sanitarie alla contrazione del mercato, senza dimenticare l’aumento dei costi di produzione e le dinamiche speculative che hanno finito per penalizzare tutti gli allevamenti, contagiati o meno”.
Se prima della peste suina africana in provincia di Pavia c’erano oltre 180 aziende agricole attive nel settore, oggi ne è rimasta solo una cinquantina ad allevare un patrimonio di capi che si è ridotto di quasi il 60% in tre anni. “Un crollo che fotografa la gravità della crisi che ha colpito un territorio centrale per la filiera nazionale dei salumi Dop. Eppure, nonostante abbiano subìto pesanti danni economici, i nostri allevatori hanno dimostrato grande senso di responsabilità, investendo in biosicurezza e continuando a rispettare le prescrizioni”.
Il confronto con l'Europa per gli indennizzi
A ottobre è previsto il confronto con la Commissione europea sulla base dei dati trasmessi dall’Italia per finanziare gli indennizzi relativi ai danni indiretti subiti nel 2025, quando le aziende hanno continuato a pagare il prezzo della Psa pur non essendo colpite da focolai.
Se la riunione confermerà il via libera definitivo ai finanziamenti europei, il ministero potrà adottare il decreto per la presentazione delle domande con l’obiettivo di erogare gli indennizzi entro il marzo del 2027. “Abbiamo condotto un’azione istituzionale su più livelli, mantenendo alta l’attenzione sul Pavese e sulla necessità di destinare nuove risorse al comparto suinicolo”, conclude Garavaglia.
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