Si chiama onestà intellettuale, cioè la capacità di ammettere una propria debolezza, limite o preferenza di fronte ad un qualcosa o ad un fatto specifico. Oggi voglio spiegarvi perché a me, questi tre giochi definibili "capolavoro", non solo non mi hanno conquistato, ma non li ho proprio digeriti.
Elden Ring, il Souls che m ha fatto sentire perso
Il primo è Elden Ring, probabilmente il più grande bersaglio fra i tre di cui vi parlerò oggi. Il capolavoro di FromSoftware datato 2022 è un gioco mastodontico, l'evoluzione definitiva di quei Souls che hanno, per anni, conquistato milioni di giocatori. Qui le meccaniche di quei titoli vengono amplificate, in un open world magnifico e intrinsecamente misterioso. Eppure mi continuo a chiedere che cosa ci fosse di così speciale in quell'opera, che purtroppo è parte di un genere per me repellente. Il Souls non mi sono mai piaciuti, per il semplice fatto che quando videogioco, voglio rilassarmi, godermi le avventure, anche abbassando alle volte la difficoltà, senza pressioni. La vastità di Elden Ring diventa poi un ulteriore ostacolo per la mia esperienza. Qui il level design dei Souls classici viene sostituito da un mondo aperto vastissimo, nel quale però mi sono sentito tremendamente perso, spaesato.
Ocarina of Time... il miglior gioco di sempre? Non per me!
Il secondo titolo da 10 su 10 che però a me non è piaciuto per niente è The Legend of Zelda: Ocarina of Time. L'avventura 3D della saga Nintendo è una pietra miliare del genere, e su questo non ho nient'altro da dire. È un capolavoro, senza se e senza ma... eppure a me non è piaciuto. So bene di addentrarmi in un ginepraio di fan esaltati che difenderebbero a spada tratta OfT, ma avendolo giocato decenni dopo la sua uscita, ho notato tutti i suoi oggettivi limiti tecnici. Dalla telecamera ballerina al backtracking, passando per un ritmo troppo dilatato... ho grandissimo rispetto per ciò che questo videogioco è stato e lo ritengo un pilastro della storia videoludica, ma su di me non ha attecchito.
GTA IV: Niko Bellic non mi ha affascinato
Il terzo è Grand Theft Auto IV. L'open world di Rockstar Games, uscito verso la fine degli anni zero, è un colossal videoludico quasi senza pari, nonché uno dei migliori esponenti della saga. Eppure il suo tono più cupo, quella Liberty City così sporca e rozza, non mi hanno mai conquistato fino in fondo. Badate bene, Niko Bellic è un personaggio spettacolare, forse uno dei migliori in assoluto nel franchise, ma non ha avuto su di me il fascino che ebbero, a loro tempo, Tommy Vercetti e Carl Johnson. Ho rimpianto più volte la follia scanzonata della Vice City di GTA Vice City, ma anche la piena libertà e lo stile unico di GTA San Andreas. Sensazioni che non ho mai più riprovato, compresa la mia esperienza con GTA IV.
Per altre letture, qui vi parliamo di alcuni videogiochi oggettivamente brutti che però abbiamo amato.
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