Guilcier.
25 luglio 2026 alle 00:41
L’Unione dei comuni del Guilcier rilancia con forza il tema della connessione ferroviaria del centro Sardegna e lo fa con una richiesta formale indirizzata al ministero delle Infrastrutture, alla presidente della Regione, del Consiglio regionale e all’assessora ai trasporti Barbara Manca. Una lettera articolata, firmata dal sindaco di Sedilo e presidente dell’Unione, Salvatore Pes, che chiede l’avvio immediato del progetto di fattibilità tecnico economica per la nuova linea ferroviaria Abbasanta–Nuoro, 51 chilometri di binario elettrificato con fermate a Prato Sardo, Ottana e Sedilo.
La richiesta
Pes ricorda che il percorso istituzionale è avviato in quanto già nel 2023 il ministero convocò per la prima volta dopo decenni il tavolo sulla connessione ferroviaria di Nuoro, coordinato dal prefetto Dionisi. Nel gennaio 2025 Rfi consegnò al ministero lo studio di fattibilità con quattro ipotesi di tracciato. Da allora, però, tutto è fermo. E per Pes questo immobilismo non è più accettabile. «Fin dall’inizio abbiamo sostenuto che la soluzione scelta è la più efficace – sottolinea - non solo per la velocità del treno, che potrebbe viaggiare a 160 chilometri orari, ma perché attraverserebbe territori mai serviti dalla rete ferroviaria nazionale: Prato Sardo, Ottana, Sedilo e l’intero sistema dei paesi di Barbagia, Mandrolisai, Marghine e Guilcier».
Il nodo Abbasanta
Ed insiste sul valore strategico dell’innesto ad Abbasanta. «La nuova linea – evidenzia Pes - metterebbe in connessione tutti i capoluoghi, i porti, gli aeroporti, gli ospedali, le università e i musei della Sardegna. Parliamo di un’infrastruttura che creerebbe una vera iper–connettività, una sorta di 131 Dcn ferroviaria, capace di collegare 46 stazioni e altrettanti centri dell’Isola». Pes chiede un intervento diretto delle istituzioni regionali. «Confidiamo che sollecitino il ministero affinché si riduca lo stato di arretratezza dei trasporti in Sardegna ». Il presidente conclude con un appello. «Non è una richiesta del Guilcier, ma di un’area vasta che comprende decine di comuni. È una questione di equità, di sviluppo e di dignità territoriale. La Sardegna centrale non può restare isolata ancora». ( s. c. )
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