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Trepy, nessun danno neurologico. Giulini: «Non sa nuotare e si era addormentato al sole». Le foto in ospedale dopo la paura

August 19, 2026

Il calciatore del Cagliari Yael Trepy non ricorda nulla dell'accaduto, non ha riportato danni neurologici ma dovrà passare dalla terapia intensiva a un reparto più idoneo alle sue condizioni. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa tenuta nella sala riunioni del palazzo Bompiani, sede della direzione generale dell’Aou di Sassari, alla quale hanno partecipato il direttore generale dell’Aou di Sassari Serafinangelo Ponti, Tommaso Giulini, presidente del Cagliari Calcio, Roberto Foddanu direttore sanitario pro tempore e direttore della S.S.D. Qualità, Accreditamento, Clinical Governance e Risk Management e Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata. Per il Club rossoblù presenti anche il Direttore sportivo, Pietro Accardi, l’allenatore della Prima squadra, Fabio Pisacane, Roberto Muzzi dell’Area Scouting.

«Non è un miracolo ma buona sanità»

«Siamo fortunatamente qui a parlare di una storia a lieto fine – ha detto Serafinangelo Ponti, direttore generale dell’Aou di Sassari -. Non è un miracolo, ma il frutto di buona sanità, di un lavoro egregio di tutto l’apparato della sanità sarda. A cominciare dall’Areus che ha soccorso e dato le prime cure a Yael Trepy. Preciso che per noi lavorare in questo modo è la normalità e la prassi quotidiana, sia che si tratti di un paziente famoso o una persona meno nota della quale non parleranno i giornali. Dagli Oss ai medici, gli infermieri, gli anestesisti, tutti quelli che hanno lavorato lontano dai riflettori hanno portato un contributo cruciale per salvare una vita. Spesso si parla molto male della sanità sarda, nessuno di noi è perfetto o infallibile, ma in questo caso mi sento di sottolineare come si siano create le condizioni ideali per fare bene quello che è il nostro lavoro quotidiano. Persone che lavorano ogni giorno, a Ferragosto come a Natale, e che lo fanno per questo. A volte con troppa leggerezza e pesantezza si parla di malasanità in Sardegna, tutti sbagliamo ma questa occasione è buona e giusta per sottolineare gli aspetti positivi».

Le parole di Giulini e la ricostruzione

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini ha ringraziato «tutto il personale sanitario e in primis la dottoressa Milia. C’è stato un grande esempio di tempestività e competenza, i soccorsi sono arrivati meno di cinque minuti dopo l’accaduto, bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale. Chi ha soccorso Yael Trepy non sapeva che fosse un calciatore, in circa dieci minuti era già intubato e sotto le cure dei medici. Tutti eravamo molto preoccupati, il nostro dottor Gabriele Cirillo e il fisioterapista Simone Ruggiu ci hanno sempre aggiornati da qui rimanendo col ragazzo. Li voglio ringraziare col cuore come ringrazio tutti quelli che hanno permesso a Yael Trepy di essere ancora con noi».

«L’intervento di Areus in pochi minuti è stato decisivo, la vicinanza della base di Olbia ha permesso di soccorrere in fretta Yael Trepy. L’equipe di soccorso ha provveduto all’intubazione, il quadro era sicuramente critico per una grave situazione respiratoria a causa della copiosa presenza di acqua. Non abbiamo rilevato alcuna altra sostanza, questo va ribadito», ha spiegato Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

«Le condizioni sono progressivamente migliorate e sono diventate repentinamente soddisfacenti. Abbiamo potuto svegliarlo e rilevare assenza di criticità neurologiche, Yael respira bene, per ora va monitorato e progressivamente potremo costruire un percorso che gradualmente lo porterà fuori dalla terapia intensiva. Ringrazio i colleghi della radiologia, del laboratorio analisi e della microbiologia, oltre a tutto il personale sanitario del Santissima Annunziata. Un lavoro di equipe fondamentale – ha detto la Milia -, siamo molto soddisfatti dell’evoluzione clinica del paziente, di come tutti abbiano lavorato al meglio dal bordo di quella piscina a oggi». 

«In questo momento Yael è con Mister Pisacane, con Roberto Muzzi e il Direttore Pietro Accardi. Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi – ha detto Giulini - perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista. Erano molto scossi, davvero, quasi quanto la mamma con cui sono sempre stato in contatto. Spero di vederlo tra un po’ se sarà possibile. Ringrazio tutto il personale sanitario e la direzione per la grande riservatezza che non era scontata con un calciatore di Serie A e con il clamore che questi casi portano».

«Quello che è successo sicuramente è stato qualcosa di unico nella mia vita, al di là della vita calcistica. La mamma mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto – ha riferito Giulini -, rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso. Sappiamo che si è addormentato al sole per due o tre ore col telefono sul petto, i due compagni che erano con lui lo hanno anche preso in giro per il segno del sole sul petto, lui era nella parte più bassa della piscina ed è scivolato in quella dove non toccava».

«So da Edoardo Oggianu (il suo procuratore), che non sa nuotare, immaginiamo che sia intervenuto anche il panico complice anche l’insolazione. Lo hanno trovato a pancia in giù. Tutto ciò è stato appurato anche dal nostro Ad Carlo Catte che era a conoscenza del fatto che la villa era stata affittata dai ragazzi, e che le cose erano andate in quel modo e che non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael. Una ragazza ha dato subito l’allarme, un compagno e un ex compagno si sono buttati per salvarlo. Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza, i soccorsi tempestivi sono stati fondamentali per togliere tantissima acqua dai polmoni e per ossigenarlo intubandolo».

«Le tempistiche della degenza? Dovrà passare dalla terapia intensiva a un reparto più idoneo alle sue condizioni - ha detto Stefania Milia -. Vedremo da domattina quelle che saranno le sue evoluzioni, se tutto va bene non penso a una degenza troppo lunga, vedrà poi il dottor Pinna Parpaglia (direttore del reparto di Medicina e Urgenza). Quello che poi decideranno medici sportivi e altri non compete ovviamente a noi ma ci sarà tempo. Cosa ha detto appena sveglio? Mi ha corretto sulla pronuncia del suo nome. La mamma è entrata circa un’ora dopo l’estubazione. Il ragazzo non ha criticità neurologiche di alcun tipo».


Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 agosto 2026, 20:25

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