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Tribunale islamico, Cisint: «Via Vanin dall'università». E oggi interrogazione al Senato

October 15, 2026

PADOVA - Lo scontro si alza e arriva a tutti i livelli. Oggi il ministro Matteo Salvini sarà a Padova davanti ad una moschea abusiva e parlerà del "tribunale islamico" tornando quindi a puntare i riflettori sul caso politico esploso una settimana fa. Con lui ci sarà Anna Maria Cisint, europarlamentare del Carroccio, che ieri ha annunciato un'interrogazione alla ministra dell'Università Anna Maria Bernini. Il motivo? Il fondatore della "Camera arbitrale islamica", il padovano Omar Vanin, è un avvocato che ricopre anche il ruolo di docente a contratto all'Università di Padova. Insegna "Transnational Commercial Law" nel corso di studio di Diritto dell'economia.

«Chi pretende di legittimare il ripudio e ha messo in piedi un'organizzazione che vuole sostituire le nostre leggi con la Sharia, creando uno Stato nello Stato, non può esercitare la professione di avvocato e addirittura insegnare nelle università pubbliche dello stesso Stato di cui vuole sovvertire le regole» attacca Cisint.


L'europarlamentare friulana punta il dito anche contro la pubblicazione di un saggio giuridico redatto nel 2015 dall'avvocato Vanin, dal titolo "Ripudio islamico, principio del contraddittorio e ordine pubblico italiano". «Dopo aver chiesto la sua radiazione dall'Albo degli avvocati, ho presentato, per tramite dei miei colleghi a Roma, un'interrogazione per chiedere che venga escluso dall'insegnamento nelle università pubbliche - attacca -. Le nostre università non possono essere contaminate da fanatici islamici in giacca e cravatta che cercano di normalizzare e legalizzare la Sharia in casa nostra».


L'europarlamentare continua: «Con il suo tribunale islamico Vanin ha dichiarato guerra al nostro Stato. Ora serve una risposta forte: innanzitutto, cacciare dalle nostre istituzioni, scuole e università chi promuove ordinamenti paralleli incompatibili con le nostre leggi e con i principi della nostra democrazia». All'appuntamento è atteso anche Roberto Marcato, prossimo a lanciare la candidatura a sindaco di Padova.

Cosa è la Camera arbitrale islamica


La "Camera arbitrale islamica" è una onlus che propone alle persone di fede islamica un'attività di arbitrato per risolvere controversie di ambito civile e commerciale. La Procura di Padova ha aperto un fascicolo senza indagati affidando gli accertamenti alla Digos. Per ora non emergerebbe alcuna irregolarità ma il caso è diventato nazionale e la polemica si arricchisce continuamente di nuove puntate.


Ufficialmente l'Università di Padova non replica alla leghista Cisint ma ai piani alti di Palazzo Bo fanno sapere di condividere le posizioni già espresse da Michele Di Bari, docente di diritto costituzionale e presidente del corso di laurea in Diritto dell'economia, che parlando con Il Gazzettino aveva spiegato: «Ritengo che le attività professionali svolte da un docente a contratto al di fuori dell'Università, nel rispetto della normativa vigente, rientrino nella sua autonomia e responsabilità personale (...). Del collega Vanin desidero sottolineare che il suo insegnamento riceve ottime valutazioni».

Interrogazione oggi in Senato


La questione oggi approda anche in Senato con un'interrogazione al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi presentata dal padovano Antonio De Poli (Udc) in vista del Question time di oggi. «La libertà religiosa è un diritto, il rispetto della Costituzione è un dovere - scrive De Poli -. In Italia si può pregare e credere in modo diverso, ma davanti alla legge siamo tutti uguali». De Poli chiederà al ministro come intende intervenire «nell'ambito delle proprie competenze e in raccordo con il ministro della Giustizia, per verificare il pieno rispetto dell'ordinamento giuridico nazionale e prevenire l'eventuale diffusione di forme di giustizia parallela». Il tema dell'integrazione resta caldissimo, a maggior ragione in una città che nel 2027 andrà al voto e che il centrodestra vuol provare a riconquistare dopo dieci anni.