ESTE (PADOVA) - Una mazzetta da 500 euro: dieci banconote da 50, in un angolo delle aiuole, sull'erba dei giardini del castello carrarese. Chi le ha viste per prima è rimasta sbigottita. Ha scattato una foto, ha aspettato qualche minuto per vedere se qualcuno tornava a cercarle, poi le ha raccolte ed è andata dritta in caserma. È successo lunedì.
La scoperta delle banconote
Protagonista una 53enne di Ospedaletto Euganeo, che passeggiava nel parco pubblico e che ha consegnato la somma al piantone della stazione dei carabinieri di Este. I militari le hanno rilasciato un regolare verbale che attesta la consegna, come prevede la procedura, e stanno verificando se sul territorio sia stata presentata una denuncia di smarrimento. L’onesta cittadina ha chiesto di restare anonima. Il punto del ritrovamento non è coperto direttamente dalle telecamere e, anche volendo, risalire a chi ha perso quei soldi è quasi impossibile.
Le ricerche e le ipotesi su chi abbia perso i soldi
L'ipotesi più semplice è anche quella dei carabinieri: dieci pezzi da 50 sono il taglio tipico di un prelievo, segno che qualcuno potrebbe aver ritirato i contanti al bancomat e poi li ha persi tra le aiuole. Il problema, per chi si facesse avanti, sarà dimostrare che il denaro era suo: al massimo con la ricevuta dello sportello automatico, che riporta data, ora e importo. Portafogli e documenti si ritrovano spesso e tornano a casa; con le banconote succede di rado, perché non hanno un nome sopra. L'altra ipotesi, quella dei soldi di provenienza illecita, è considerata remota: chi spaccia, di norma, ha in tasca anche tagli più piccoli. Da qui in poi parla il codice civile, che per questi casi usa un nome curioso: invenzione. Le regole sono poche e valgono per qualsiasi oggetto, da un portafoglio a un mazzo di chiavi. Chi trova una cosa deve restituirla al proprietario e, se non sa chi sia, consegnarla senza ritardo al sindaco del luogo, spiegando come l'ha trovata. Ecco perché i 500 euro passeranno dalla caserma al Comune di Este, che li terrà in custodia e pubblicherà un avviso all'albo pretorio per due domeniche consecutive, tre giorni ogni volta.
Cosa dice la legge in questi casi
Se entro un anno dall'ultimo giorno di pubblicazione nessuno si presenta con le prove in mano, la somma diventa di chi l'ha trovata. Se invece il proprietario si fa vivo, deve alla ritrovatrice un premio, purché lei lo chieda: un decimo fino a 5,16 euro e un ventesimo sul resto, cioè poco più di 25 euro. Tenersi i soldi, in ogni caso, non conviene: dal 2016 non è più reato, ma resta un illecito civile che costa da 100 a 8mila euro di sanzione. La 53enne di Ospedaletto, però, non ha fatto calcoli. Non ha chiesto un premio e nemmeno di vedere il proprio nome sul giornale: è entrata in caserma con la mazzetta, ne è uscita con un verbale e ha spiegato ai militari di aver fatto soltanto il suo dovere di cittadina.