MESTRE - C’è chi dice che sia un pozzo medievale, tra l’altro in buone condizioni, ma anche chi ipotizza che possa risalire all’epoca romana. L’unica cosa certa è che, per il cantiere aperto in via San Pio X nel quale Italgas sta procedendo alla sostituzione di 350 metri di condotte con un investimento di oltre mezzo milione di euro, il ritrovamento del reperto archeologico rischia di trasformarsi in un’incognita sui tempi effettivi di completamento dei lavori.
Archeologi in cantiere
«I lavori riprenderanno oggi sempre con l’assistenza e la presenza in cantiere di due archeologi - fanno sapere da Italgas -. Contiamo di completare le opere per il 18 agosto, procedendo con doppi turni così da rispettare l’ordinanza del Comune di Venezia». Ma tutto, appunto, dipenderà dai prossimi rilievi che verranno eseguiti dagli esperti della Soprintendenza ai beni archeologici perchè, assieme al pozzo-cisterna, potrebbero esserci anche resti delle antiche mura medievali di Mestre, come ha sottolineato il sindaco Simone Venturini, arrivato ieri per un sopralluogo sul posto. «Ora la Soprintendenza interverrà per ispezionare i reperti e la zona, e valuterà il da farsi - spiega Venturini -. Questo ritrovamento comporterà inevitabilmente disagi ed alcuni ritardi nel cantiere, oltre a deviazioni dei bus e ad una revisione della viabilità e dei parcheggi. Disagi che non possono essere rinviati in alcun modo, ma che sono finalizzati a salvaguardare i reperti che poi potranno essere oggetto di studio per raccontare la Mestre medievale». «Il nostro intervento - precisano da Italgas - rientra in un più ampio programma di sostituzione che ci vedrà rinnovare nel 2026 complessivi cinque chilometri di condotte».
I primi riscontri
Dal Comune fanno sapere che il ritrovamento riguarderebbe la parte interna della cinta muraria del castello medievale di Mestre, rappresentando una nuova testimonianza utile a ricostruire l'assetto storico della città, le modalità di approvvigionamento idrico e alcuni aspetti della vita quotidiana della comunità dell'epoca (sempre che il pozzo non risalga addirittura ad un’epoca precedente, addirittura quella romana, come ipotizzato da altri tecnici, e questo aprirebbe perfino altri fronti di studio). «Nel vicino cantiere di ristrutturazione dell'ex scuola De Amicis erano già emerse mura storiche, reperti ed elementi architettonici precedentemente non visibili - aggiungono dal Comune -. Il nuovo pozzo-cisterna e le ulteriori murature emerse lungo via San Pio X aggiungono ora nuovi elementi alla conoscenza dell'assetto medievale della zona. Saranno gli approfondimenti archeologici a chiarire il rapporto cronologico e funzionale tra le diverse evidenze».
Deviazioni del traffico
Intanto, come anticipato ieri dal Gazzettino, per consentire le verifiche e la prosecuzione degli scavi archeologici, l'Area Mobilità dei Lavori pubblici ha disposto con un'ordinanza con le modifiche della viabilità in vigore dalle 15 di oggi a martedì 18 agosto. Nel dettaglio, viene istituito il divieto di transito dei veicoli nell'area dei lavori e il divieto di sosta con rimozione nelle zone di cantiere e deposito. La circolazione viene riorganizzata con l'inversione del senso unico nel tratto nord di via Fapanni verso piazzale Porta Altinate (con obbligo di precedenza) e l'imposizione del senso vietato da quest'ultimo, con proseguimento obbligatorio verso via Parco Ponci. Previste poi svolte obbligatorie a destra da via Fapanni sud verso via San Pio X e da piazzetta Giordano Bruno verso via San Rocco, con l'intera zona soggetta al limite di 30 chilometri orari e all'obbligo di presegnalazione di cantiere e “strada senza uscita" da via Fapanni sud, piazzale Cialdini, via San Pio X e piazzetta Giordano Bruno. Saranno sempre garantiti il passaggio dei pedoni, l'accesso ai passi carrabili e il transito dei mezzi di soccorso. I bus di linea utilizzeranno sempre i percorsi alternativi già previsti per il mercato bisettimanale.