Introduzione
Spiaggia, relax e attenzione bassa: l'estate è anche la stagione preferita da truffatori e ladri, che sfruttano distrazione e fretta per mettere a segno i loro colpi. Dalla casa vacanze "fantasma" ai Wi-Fi trappola, dai finti parcheggiatori al furto sotto l'ombrellone, fino ai raggiri telefonici che colpiscono chi sta per partire: ecco le truffe più diffuse segnalate da Polizia di Stato, Polizia Postale e Carabinieri, con i consigli per non cadere nella rete. Solo per le prenotazioni online, secondo la Polizia Postale, in Italia si contano oltre 1,7 milioni di vittime.
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Quello che devi sapere
La casa vacanze "fantasma"
È uno dei raggiri più diffusi e redditizi. Su social, siti di annunci o portali clonati compare l'inserzione di un appartamento invitante a un prezzo stranamente vantaggioso: dopo il versamento della caparra tramite bonifico o ricarica, l'inserzionista sparisce e l'alloggio si rivela inesistente o già occupato dai veri proprietari. Un caso recente è quello del "Residence Andrea" di Cesenatico: i truffatori avevano rubato le foto di un appartamento reale, spingendo i turisti a versare caparre e affitti per una struttura mai esistita. Il bilancio è di oltre 120 persone rimaste senza alloggio in piena estate e più di 50 denunce. I segnali d'allarme: prezzi fuori mercato, assenza di recensioni, richiesta di pagare fuori dalle piattaforme ufficiali, proprietari che rifiutano chiamate o videochiamate.
Biglietti ed escursioni fasulli
Sul lungomare o su siti web civetta, promotori abusivi vendono biglietti scontati per gite in barca, parchi acquatici o tour guidati. Il problema emerge solo al momento dell'imbarco o dell'ingresso, quando i tagliandi risultano contraffatti o non registrati. Anche in questo caso la regola è verificare sempre l'attendibilità del venditore e diffidare delle offerte troppo convenienti proposte per strada o su canali non ufficiali.
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Massaggiatori ed estetisti abusivi
Tra lettini e ombrelloni capita di essere avvicinati da personale non autorizzato che propone massaggi o tatuaggi temporanei, come quelli all'henné. Oltre all'abusivismo, il rischio principale riguarda la salute: prodotti e pigmenti non controllati possono provocare dermatiti e reazioni allergiche anche severe. C'è poi un secondo pericolo: durante il massaggio l'attenzione cala del tutto, e non è raro che eventuali complici approfittino della distrazione per svuotare borse e zaini lasciati incustoditi.
©IPA/Fotogramma
Il Wi-Fi trappola ("Evil Twin")
Sulle spiagge libere o nei lidi può comparire una rete Wi-Fi aperta e senza password, con un nome del tutto credibile (per esempio "Lido_Maresole_Free_WiFi"). In realtà si tratta di una rete-esca gestita da un malintenzionato nelle vicinanze: chi vi si collega rischia l'intercettazione di dati sensibili, credenziali di accesso e informazioni bancarie. Meglio evitare le reti aperte sconosciute, soprattutto per operazioni delicate come home banking o acquisti online.
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Il "regalo" che diventa richiesta di denaro
Un venditore o un finto volontario si avvicina offrendo un braccialetto, una rosa o chiedendo una firma per una causa benefica. Una volta infilato il braccialetto al polso, la richiesta di denaro si fa insistente e a volte aggressiva. In altri casi la conversazione serve solo a distrarre il bagnante mentre un complice sottrae oggetti di valore da sotto l'ombrellone. Il consiglio delle forze dell'ordine è rifiutare con cortesia e proseguire senza fermarsi: gli operatori autorizzati non pretendono mai denaro in contanti senza ricevuta.
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La truffa dello specchietto (e la variante "bottiglietta")
Diffusa sulle strade strette verso i lidi e nei parcheggi sterrati vicino al mare. Mentre si è alla guida si sente un colpo secco sulla carrozzeria e si viene affiancati da un'auto il cui conducente sostiene di aver subito il danneggiamento dello specchietto, chiedendo 50-100 euro in contanti per "chiudere subito senza coinvolgere l'assicurazione". Una variante recente è la cosiddetta "truffa della bottiglietta", in cui il rumore sospetto viene provocato ad arte per far scendere il conducente e lasciare l'auto incustodita. Il consiglio dei Carabinieri: restare in auto, chiudere i finestrini e chiedere l'intervento delle forze dell'ordine.
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I finti parcheggiatori con "tariffa di protezione"
Nelle aree libere o negli sterrati vicino alle spiagge più frequentate, finti addetti chiedono un pagamento arbitrario per la "custodia" del veicolo, lasciando talvolta intendere in modo velato che l'auto potrebbe subire danni in caso di rifiuto. Si tratta di parcheggiatori abusivi privi di qualsiasi autorizzazione: il pagamento non offre alcuna reale tutela ed è un'attività illecita, che può essere segnalata alle forze dell'ordine.
Il furto sotto l'ombrellone con la scusa
Un raggiro tornato d'attualità in diverse località: qualcuno si avvicina e chiede gentilmente di tenere d'occhio ombrellone e zaino mentre va a fare il bagno, guadagnandosi fiducia. In altri casi due complici agiscono con una mossa rapida, approfittando di un attimo di distrazione per afferrare borse e zaini e sparire tra la folla. Borse, telefoni, portafogli e collane lasciati incustoditi diventano bersagli facili: la raccomandazione è non lasciare mai oggetti di valore sotto l'ombrellone e segnalare subito eventuali episodi.
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QR code e link fasulli
Accanto al Wi-Fi trappola cresce il rischio legato ai QR code, ormai ovunque: dai menù dei ristoranti alle locandine degli eventi, fino ai pagamenti per i parcheggi. I truffatori sostituiscono o affiancano i codici originali con altri che rimandano a siti fasulli, pensati per carpire dati personali o bancari. Prima di inquadrare un QR code o cliccare su un link ricevuto via messaggio conviene verificarne la provenienza ed evitare di inserire dati sensibili su pagine di cui non si conosce l'affidabilità.
La truffa telefonica del "finto amico"
Un raggiro che non avviene in spiaggia ma al telefono, spesso in città prima della partenza, e prende di mira soprattutto gli anziani. Tutto parte da una frase apparentemente innocua, del tipo "Quando vieni al mare?", pronunciata con tono confidenziale: la vittima, credendo di parlare con un conoscente, completa da sola le informazioni mancanti e rivela nomi, luoghi e date. A quel punto l'impostore si finge un amico di famiglia o un parente in difficoltà e chiede denaro, gioielli o un pagamento urgente. È la versione estiva della cosiddetta "truffa del finto nipote": secondo quanto riportato da Quotidiano Nazionale, nelle scorse settimane si è diffusa in particolare nelle grandi città, con segnalazioni nella zona di Bologna. Il consiglio delle forze dell'ordine è non fornire dettagli personali a chi non si presenta con chiarezza e interrompere subito la conversazione al minimo sospetto.
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Chi colpisce e chi rischia di più
Le truffe legate alle vacanze non sono una novità, ma la diffusione di piattaforme digitali, social e app di messaggistica le ha rese più frequenti e sofisticate, complice anche l'intelligenza artificiale usata per creare annunci e immagini credibili. Secondo la Polizia Postale, solo per le prenotazioni online in Italia si contano oltre 1,7 milioni di vittime, e a cadere nella trappola sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni, complici la fretta e i contenuti generati con l'IA. "La raccomandazione", ha avvertito il direttore della Polizia Postale Ivano Gabrielli, "è di fare della prudenza un'abitudine. I segnali di una truffa sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che preme per chiudere in fretta, pagamento fuori piattaforma".
Come difendersi: i consigli anti-truffa
Poche abitudini riducono nettamente i rischi. Per le prenotazioni: usare solo piattaforme ufficiali, diffidare dei prezzi troppo bassi e delle strutture senza recensioni, non pagare mai con bonifici o ricariche a privati sconosciuti e verificare l'esistenza dell'alloggio. In spiaggia: non lasciare valori incustoditi, rifiutare "regali" e proposte di massaggi o tatuaggi abusivi, evitare le reti Wi-Fi aperte per operazioni sensibili e controllare i QR code prima di usarli. Al telefono e nei parcheggi: non fornire dati personali a sconosciuti, in caso di colpo sospetto restare in auto e chiamare le forze dell'ordine, ignorare i parcheggiatori abusivi. Se si è già caduti nella trappola, è fondamentale agire subito, conservare ogni prova (annunci, messaggi, ricevute di pagamento) e sporgere denuncia ai Carabinieri o alla Polizia Postale.
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