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Trump contro Macron: “I disordini colpa di migrazioni di massa fuori controllo e Islam”. E l’Iran: “Repressione a Parigi”

October 6, 2026
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Teheran convoca l’ambasciatore francese per il trattamento riservato ai liceali. Anche il presidente Usa va all’attacco. In ballo l’unità della destra repubblicana

Emmanuel Macron e Donald J. Trump a Versailles il 17 giugno 2026 (Epa)

Emmanuel Macron e Donald J. Trump a Versailles il 17 giugno 2026 (Epa)

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Roma – “Quello che sta succedendo in Francia non è altro che migrazione di massa fuori controllo”, ha scritto Donald Trump sul social Truth, indicando che la questione scolastica non c’entra nulla con il mezzo milione di studenti che si è riversato nelle strade francesi, fra manifestazioni pacifiche e devastazioni che lo erano un po’ meno. La vera ragione delle turbolenze è “l’islam che vuole prendere il controllo di quello che un tempo era un grande Paese”, scrive Trump. È una variazione su un tema classico.

L’Islam che vuole prendere il controllo di quello che un tempo era un grande Paese

L’attacco agli immigrati, in particolare musulmani, che si infiltrano e prendono il controllo di una civiltà europea stanca e in preda a pulsioni suicide è un topos repubblicano frequentato da decenni e rinverdito in particolare dal vicepresidente, JD Vance, che dal discorso di Monaco del 2025 si è specializzato nella bastonatura dell’Europa che ha obliato il suo passato identitario e glorioso. Con perfetto tempismo e perverso gusto per il trollaggio, l’Iran ha fatto sapere di aver convocato l’ambasciatore francese a Teheran per chiedere conto del “trattamento violento” riservato ai giovani manifestanti.

La protesta degli studenti a Tolosa

La protesta degli studenti a Tolosa

Il tema remigratorio e della difesa della civiltà occidentale da invasori infedeli è ormai l’unico tratto che unisce in modo più o meno coerente il partito repubblicano americano ai corrispondenti movimenti europei della destra populista, che invece su altre faccende (conflitto in Ucraina, rapporto con Israele) hanno posizioni non sempre allineate.

Scontri a Parigi (Epa)

Scontri a Parigi (Epa)

E dunque la destra americana soffia su quelle braci quando vuole vedere qualche scintilla. Alternative für Deutschland gode ancora dei benefici della campagna condotta da Elon Musk quando era ancora nelle grazie di Trump e certamente Roberto Vannacci spera trepidante che il presidente riconosca che è lui, e non la neomainstream Giorgia Meloni o l’impalpabile Matteo Salvini, il punto di riferimento di chi vede una mano islamica dietro a ogni problema sociale.

Trump contro Macron: “I disordini colpa di migrazioni di massa fuori controllo e Islam”. E l’Iran: “Repressione a Parigi”

Ma ogni esternazione social di Trump ha anche una sua logica del momento. La storia francese è emersa ieri nell’ambito di una raffica di post in cui se la prendeva non solo con i “jihadisti e dumocrat” rappresentati perfettamente da Abdul El-Sayed – candidato al Senato in Michigan di rito democratico-socialista – ma soprattutto con gli ex alleati di Fox News, che a suo dire stanno sabotando la campagna elettorale e mettendo in cattiva luce lui e la destra.

Trump sa benissimo che i repubblicani di vecchia scuola che si abbeverano alla fonte di Fox hanno in dotazione un forte sentimento anti-islamico e vanno mobilitati in vista delle elezioni di midterm, fra meno di un mese.

Scontri a Parigi (Epa)

Scontri a Parigi (Epa)

La necessità della Casa Bianca è evitare che pezzi dell’elettorato conservatore vengano irretiti da una sacrilega alleanza che si sta generando fra le crepe dell’universo MAGA. Questa corrente emergente della destra in frantumi teorizza che gli Stati Uniti si sono fatti ubriacare da decenni di propaganda islamofoba orchestrata da Israele e hanno creduto, sbagliando clamorosamente, che l’islam fosse l’avversario esistenziale di questa fase storica. Il portavoce ufficioso di questa frangia è l’anchorman Tucker Carlson, formidabile mobilitatore di umori e opinioni finito in collisione con Trump. Lui non è citato nei messaggi del presidente, ma è chiaramente sullo sfondo.

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