Donald Trump può annullare le elezioni di medio termine? È una domanda che mi viene fatta spesso, e la risposta è sempre "no" , perché il presidente non ha alcuna autorità sullo svolgimento delle votazioni. Tuttavia, la Casa Bianca è molto attiva in vista della consultazione del prossimo 3 novembre: dopo il successo nel ridisegnare i distretti elettorali in vari stati per salvare una decina di seggi repubblicani, e il tentativo di cambiare le regole sul voto per corrispondenza (bocciato dai tribunali), ora Trump ha tenuto un discorso alla nazione lanciando nuove accuse di interferenze nel sistema americano. Gli obiettivi sono due: salvare la proposta di legge che mira a ridurre il numero di votanti - presumibilmente democratici - e preparare il terreno per altri tentativi di condizionare le elezioni di questo autunno.
Considerando l'insistenza sui presunti brogli del 2020, con tutte le conseguenze culminate nell'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, le istituzioni di Washington e i media sono stati cauti: due delle tre grandi reti televisive - ABC e NBC - hanno trasmesso l'intervento solo sulle piattaforme di streaming, rifiutandosi di interrompere la programmazione regolare. Non mancano i dubbi nemmeno nel Partito repubblicano sull'opportunità di concentrarsi ancora sulle accuse di interferenze nelle operazioni di voto. La base Maga accoglierà il messaggio, ma l'effetto potrebbe essere opposto tra i moderati e gli indipendenti.
Al Senato non ci sono i voti per approvare il "Save Act" , che introdurrebbe requisiti più stringenti per votare (passaporto e certificato di nascita) ed eliminerebbe la possibilità di registrarsi online, con effetti su milioni di persone. Allora cresce un'altra preoccupazione: che Trump stia preparando il terreno per condizionare il voto di novembre in modo più diretto, magari con una dichiarazione di emergenza nazionale, metodo già utilizzato in altri casi come i dazi e l'immigrazione. Inviare gli agenti dell'Ice o della Guardia Nazionale ai seggi sarebbe un modo per intimidire gli elettori, mentre intervenire sulle macchine elettroniche aprirebbe la strada a possibili manipolazioni e alimenterebbe dubbi sui risultati.
C'è anche un effetto collaterale del discorso di Trump, considerando le accuse di cyberattacchi rivolte alla Cina. Dal vertice di Pechino di maggio le parti lavorano a nuove regole per stabilizzare commercio e investimenti, mentre sono previsti altri tre incontri tra i due presidenti dopo l'estate. I cinesi hanno risposto subito e potrebbero esigere che Trump abbassi i toni. Forse capiranno che il presidente parla soprattutto per ragioni di politica interna, ma una cosa è chiara: i tentativi disperati di evitare le conseguenze delle urne indicano la crescente debolezza di Trump, e questo non passerà inosservato a Pechino.
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