Nel 1962 un gruppo di ricercatori cominciò a seguire le marmotte dal ventre giallo del Colorado, marcando gli animali e raccogliendo dati sulla loro vita, generazione dopo generazione. Sessantaquattro anni più tardi il Rocky Mountain Biological Laboratory Marmot Project è ancora in corso ed è diventato uno degli studi sui mammiferi più lunghi al mondo. Nel 2026, però, la sua sopravvivenza è stata seriamente messa in discussione dalla mancanza di finanziamenti, in un momento in cui l’amministrazione Trump sta imponendo pesanti tagli e restrizioni alla ricerca scientifica americana.
Così Daniel Blumstein della UCLA e Julien Martin della University of Ottawa hanno deciso di cercare soldi altrove. La soluzione è stata OnlyFans. Poi sono arrivate le criptovalute. E quello che era cominciato come un espediente abbastanza disperato è riuscito a procurare al progetto più di 120.000 dollari, sufficienti per garantirgli almeno un altro anno di vita. Benvenuti nel 2026, quando per salvare uno dei più preziosi studi ecologici di lungo periodo del mondo può servire un account chiamato OnlyMarms.
Sessantaquattro anni di marmotte
Il Marmot Project segue dal 1962 popolazioni selvatiche di Marmota flaviventer nelle Rocky Mountains del Colorado. Gli animali vengono identificati individualmente e osservati durante tutta la loro vita, permettendo ai ricercatori di studiarne riproduzione, sopravvivenza, fisiologia, comportamento sociale, evoluzione e dinamica delle popolazioni. Per durata, è secondo soltanto al celebre lavoro cominciato da Jane Goodall sugli scimpanzé di Gombe nel 1960 tra gli studi continuativi sui mammiferi individualmente riconoscibili.
Ed è proprio la durata a renderlo insostituibile. Un normale progetto scientifico può osservare una popolazione per qualche anno; qui possiamo confrontare decine di generazioni degli stessi animali attraverso oltre mezzo secolo di trasformazioni ambientali. Le marmotte sono inoltre veri ibernanti: trascorrono mesi sottoterra vivendo delle riserve accumulate durante la bella stagione, e la loro sopravvivenza dipende da fattori come durata dell’estate, disponibilità di cibo, temperature e copertura nevosa. Perdere una serie di dati lunga 64 anni non significa semplicemente interrompere un esperimento: significa creare un buco di dati che riguardano anche gli ecosistemi, e che nessun finanziamento futuro potrà riempire retroattivamente.
Che fine hanno fatto i soldi?
Il progetto non nuotava nell’oro neppure prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Le sue richieste di rinnovo dei finanziamenti alla National Science Foundation erano già state respinte più volte e l’ultima bocciatura era arrivata prima dell’attuale offensiva contro la ricerca federale. Sarebbe quindi inesatto dire che Trump abbia personalmente cancellato il finanziamento delle marmotte. Ma nel 2026 una situazione già precaria si è trasformata in una crisi molto più grave: l’amministrazione Trump ha tagliato e congelato finanziamenti scientifici, rimesso in discussione programmi e grant e creato un clima di forte incertezza soprattutto attorno a ricerche che toccano temi come clima e cambiamenti ambientali.
Per un piccolo studio sul campo che necessita di circa 100.000 dollari all’anno, trovare una fonte alternativa è così diventato ancora più urgente. L’idea di OnlyFans sarebbe arrivata a Blumstein dopo aver visto Margo’s Got Money Troubles, serie nella quale la protagonista apre un account sulla piattaforma per risolvere i propri problemi economici. Da lì il ragionamento: se funziona per lei, perché non per le marmotte? È nato così OnlyMarms, un account rigorosamente adatto a tutti, dove non ci sono contenuti erotici ma marmotte che mangiano, corrono, interagiscono e fanno esattamente ciò che dovrebbero fare delle marmotte. Nei primi mesi l’iniziativa ha raccolto circa 6.000 dollari, con OnlyFans che ne trattiene circa il 20%. Un aiuto, ma ancora troppo poco per sostenere il progetto.
E alla fine arriva la criptomoneta
La visibilità ottenuta da OnlyMarms ha però prodotto un effetto che nessuno dei ricercatori aveva previsto. Blumstein e Martin hanno cominciato a ricevere decine di email dall’aspetto estremamente sospetto, tanto che Martin era convinto si trattasse di phishing e temeva che cliccando qualche link qualcuno gli avrebbe svuotato il conto. In realtà un gruppo anonimo di trader aveva creato autonomamente sulla blockchain Solana una memecoin chiamata $OnlyMarms. I ricercatori non avevano chiesto di farlo, non erano coinvolti nella sua creazione e all’inizio non sapevano neppure che esistesse.
Gli autori della memecoin hanno però deciso di destinare al Marmot Project le creator fees, cioè le commissioni generate dalle transazioni del token. E qui la situazione è diventata sorprendentemente seria: quelle commissioni hanno superato i 120.000 dollari e sono state convertite in valuta stabile, per cui il finanziamento della ricerca non dipende dalle future oscillazioni della criptovaluta. Il progetto costa grosso modo 100.000 dollari l’anno e il gruppo spera di riuscire a far durare la cifra ancora più a lungo mentre cerca finanziamenti più tradizionali. Non è probabilmente un modello sostenibile per la scienza mondiale, né possiamo aspettarci che ogni laboratorio senza grant venga salvato da una memecoin. Ma rimane difficile immaginare un riassunto migliore dello stato della ricerca americana nel 2026: uno studio sulle marmotte sopravvissuto per 64 anni grazie alla scienza istituzionale ha rischiato di fermarsi durante la crisi dei finanziamenti sotto Trump, ed è stato salvato da OnlyFans e da sconosciuti che commerciavano una criptovaluta chiamata $OnlyMarms.
Gli imperdibili per l'uomo
Scrivo di cinema, in particolare quello con i mostri, le esplosioni e i calci volanti, da prima della crisi dei mutui subprime del 2008. Ho scritto anche dei libri sull'argomento insieme al resto della redazione dei 400calci. Traduco libri, organizzo eventi e parlo anche, quando me lo chiedono. Ho persino lavorato alla scrittura di un gioco di ruolo fantasy-satirico, giusto per non farmi mancare nulla.


