Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday
C'è un principio semplice che dovrebbe guidare ogni servizio dedicato agli alunni con disabilità a scuola: la continuità. I progetti educativi si misurano in percorsi, ed è su questo principio che si fonda l'importante lavoro portato avanti in queste settimane dal coordinamento di Palermo dell'associazione Asacom, insieme all'assessore alla Pubblica istruzione Aristide Tamajo e alla dirigente Giovanna Sparacino.
Il frutto del dialogo istituzionale attivato è un emendamento finalizzato alla modifica del regolamento del servizio di assistenza specialistica per l'Autonomia e la comunicazione, un servizio essenziale per garantire l'inclusione, la comunicazione e l'autonomia degli alunni con disabilità all'interno della scuola. L'emendamento interviene su un punto solo “apparentemente tecnico”, ma nella pratica decisivo: i tempi di recupero delle ore previste nel Pei, il Piano educativo individualizzato, in caso di assenza del bambino.
Cosa cambia e perché è una svolta di buon senso. Oggi il regolamento prevede che le ore non fruite per assenza dell'alunno possano essere recuperate solo all'interno della stessa settimana. Una finestra strettissima che, nella realtà, rende il recupero quasi impossibile. Se un bambino si assenta il giovedì e il venerdì, quelle ore sono di fatto non recuperabili. L'emendamento propone di estendere questa finestra di recupero all'interno del mese. Non è un dettaglio burocratico. I progetti di assistenza specialistica sono costruiti su un monte ore preciso, con obiettivi, step e attività studiate per accompagnare i piccoli alunni verso una maggiore inclusione. Quando quelle ore si perdono, si interrompe un percorso, si vanifica un lavoro di relazione, fiducia ed inclusione costruito, giorno dopo giorno, tra operatore, bambino, classe e insegnanti.
Parliamo in fatti di bambini fragili, che più di altri possono aver bisogno di ricoveri, di giorni di riposo, di pause, perché l'impegno scolastico, per loro, è particolarmente oneroso. Penalizzarli ancora di più, togliendo loro ore di supporto proprio quando sono più vulnerabili, è proprio il contrario dell'inclusione. Consentire invece il recupero significa dare flessibilità, realismo e rispetto al progetto educativo, significa riconoscere che la condizione di disabilità non può diventare un motivo per avere meno diritto all'inclusione. L’emendamento prodotto rappresenta un esempio di piena efficacia dell’azione amministrativa, esito della capacità di operare in modo sinergico e coordinato dei diversi settori dell’ente, attraverso un costante raccordo tra servizi, uffici tecnici e ragioneria a garanzia di continuità e qualità del servizio.
Adesso la modifica deve essere portata alla discussione del consiglio comunale, chiamato a discutere e votare questa modifica. L’ appello e l’auspicio dell'associazione, al Consiglio, è quello di guardare al cuore della proposta, alla sua finalità esclusivamente educativa, di maggiore inclusione nei confronti degli alunni con disabilità, non senza dimenticare anche i diritti e le tutele delle lavoratrici e lavoratori. Chiediamo, pertanto, al Consiglio di approvare il detto emendamento, per garantire a ogni bambino il pieno ed effettivo diritto allo studio, all’istruzione e all’inclusione.
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