I carabinieri di Milano hanno fermato il presunto omicida di Alessio Borelli, 41 anni, trovato ucciso a coltellate l'11 luglio nel suo appartamento a Corsico, nel Milanese. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione.
È un egiziano di 39 anni che era solito frequentare la vittima per ragioni sentimentali e frequentava l'abitazione del delitto.
L'omicidio è avvenuto al culmine di una lite in cui entrambi impugnavano probabilmente un coltello. Le armi sono state trovate in casa. Il corpo fu trovato solo alcuni giorni dopo il delitto in quanto i vicini sentivano provenire dall'interno un forte odore. L'indagato aveva un divieto di dimora a Milano in quanto due giorni prima aveva aggredito con un coltello a scatto i City Angels in via Pini al grido di Allah akbar. E' stato trovato nei pressi del Palasharp dove trovano rifugio i senza fissa dimora.
Ciò che è emerso è che l'indagato aveva una relazione affettiva con la vittima da circa un mese e che negli ultimi giorni erano iniziati alcuni dissidi tra i due, sfociati nell’ultimo incontro a casa di Borelli e nell’aggressione mortale. Il provvedimento è stato eseguito oggi dai militari del Nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia di Corsico ed è stato emesso dalla Procura di Milano nei confronti di un egiziano di 39 anni, con precedenti di polizia, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale.
L'egiziano è stato individuato in zona Lampugnano, dove è stato riconosciuto e bloccato dai carabinieri che lo stavano cercando da ieri sera, da quando il fermo era stato emesso dall’Autorità giudiziaria.
l'11 luglio i vicini avevano allertato i vigili del fuoco per un forte odore proveniente dall'appartamento di Borelli e con i carabinieri erano entrati e avevano trovato il corpo in decomposizione, riverso a terra, con evidenti ferite d'arma da taglio al collo e al torace.
Le indagini hanno consentito di ricostruire i contorni della vicenda e di datare il delitto alle prime ore della mattina dell'8 luglio quando i vicini avevano udito distintamente urla e richieste di aiuto provenienti dall'appartamento.
A carico del fermato è stato raccolto un quadro probatorio "solido e convergente", spiegano i militari, costruito con articolate indagini tradizionali e avvalorato dagli accertamenti tecnici e scientifici condotti dalla Sezione investigazioni scientifiche di Milano e dal Ris di Parma.
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