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Ucciso per le cuffiette, confermata la condanna a 27 anni per Daniele Rezza - Notizie - Ansa.it

July 20, 2026

La Corte d'Assise d'appello di Milano ha confermato la condanna a 27 anni di reclusione per Daniele Rezza, il 21enne che l'11 ottobre del 2024 a Rozzano, nel Milanese, ha accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua, 31enne che stava tornando a casa dal lavoro, per portargli via un paio di cuffie wireless da 14 euro, quando era appena sceso da un tram. I giudici hanno riconosciuto le accuse di omicidio volontario aggravato dalla minorata difesa, con attenuanti generiche equivalenti, e di rapina aggravata. La Corte ha soltanto escluso l'aggravante dei futili motivi.

La Corte di secondo grado (giudici Ivana Caputo e Franca Anelli) ha confermato la sentenza del 2 luglio 2025 sul fronte dell'entità della pena - 27 anni come aveva chiesto anche la sostituta pg Olimpia Bossi - e dei risarcimenti a carico dell'imputato e a favore delle parti civili, la madre e i due fratelli della vittima, tutti assistiti dall'avvocata Roberta Minotti. Quel verdetto di primo grado è stato riformato solo nella parte in cui aveva riconosciuto anche l'aggravante dei futili motivi, ora caduta. Il termine per il deposito delle motivazioni è stato fissato al 20 settembre.

Sempre la Corte, poi, si è riservata di decidere su un'altra richiesta di ammissione alla giustizia riparativa presentata dalla difesa di Rezza, dopo che era stata già respinta in primo grado. Richiesta a cui si sono opposti ancora i familiari di Manuel. Quella notte Mastrapasqua stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in un supermercato di via Farini, a Milano, quando, sceso dal tram a Rozzano, venne aggredito da Rezza e ucciso con una coltellata vicino al cuore. "Quando l'ho visto volevo prendergli tutto: soldi, cellulare, qualsiasi cosa potessi rivendere", mise a verbale Rezza dopo l'arresto, il 13 ottobre 2024.

Il padre del ragazzo gettò le cuffie che il figlio gli diede e lo accompagnò alla stazione di Pieve Emanuele, nel Milanese. Da là Rezza prese un treno per Pavia e un autobus per Alessandria, dove venne bloccato. Il processo di secondo grado era stato riaperto dai giudici che avevano accolto l'istanza difensiva di una perizia psichiatrica sul giovane imputato. Perizia che, però, ha stabilito la sua piena capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Le "alterazioni della regolazione delle emozioni e un'aggressività reattiva, oltreché proattiva", si legge nella perizia della psichiatra Mara Bertini, "possono considerarsi clinicamente significative, ma "non si integrano nella nozione giuridica di infermità mentale".

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