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Uefa conferma il boicottaggio alla Fifa, anche la Conmebol rifiuta il progetto. Infantino: «Io resto qui»

August 6, 2026

La Uefa non indietreggia e non intende piegarsi al volere della Fifa. Il presidente Aleksander Ceferin è ormai in "guerra" con Gianni Infantino e non ha intenzione di accettare il suo piano di privatizzazione dei Mondiali di calcio. Negli ultimi minuti è arrivata la conferma da parte della Uefa della propria posizione, chiara e decisa. «Abbiamo perso fiducia nella presidenza Infantino, nulla è cambiato». Confermata quindi la volontà di boicottare le competizioni Fifa, compresi i prossimi Mondiali 2030.

La dichiarazione ufficiale della Uefa

In una dichiarazione ufficiale, si legge che «è rimasta invariata la perdita di fiducia nella presidenza di Gianni Infantino», poiché «non sono state ritirate le proposte di privatizzare le principali competizioni» e non è stato garantito che «tentativi di snaturare il gioco in questo modo non si ripeteranno più». «L'annuncio di ieri, secondo cui alcune persone impiegate dal presidente della Fifa sono d'accordo con lui, non cambia nulla», conclude la Uefa. 

Anche la Conmebol si dissocia

La federazione calcio sudamericana (Conmebol) si è allineata ufficialmente con l'Uefa respingendo la proposta Fifa di privatizzare parzialmente la parte commerciale dei Mondiali di calcio. La confederazione ha diramato un comunicato di fuoco nei confronti del presidente Infantino. «Il Consiglio Conmebol, riunitosi oggi, accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare la proposta Fifa Forward Eenterprise».

E ancora: «Esprimiamo preoccupazione per le ripetute azioni unilaterali intraprese senza ricorrere al dialogo o ai meccanismi istituzionali stabiliti per affrontare questo tipo di situazioni.

Il calcio appartiene a tutti e il suo futuro può essere costruito solo sul rispetto delle istituzioni, della governance e delle procedure democratiche che rappresentano le 211 Federazioni Membri della Fifa».

La reazione di Infantino

Gianni Infantino non sembra voler mollare: assicura ai suoi collaboratori, secondo le ricostruzioni dei media britannici, di non aver alcuna intenzione di cedere alle richieste di dimissioni. Qualche timida richiesta di scuse è tuttavia arrivato: ai suoi ha infatti chiesto scusa «per gli errori, seppur commessi nel pieno rispetto del quadro normativo». 

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