Londra punta a risparmiare circa 30 milioni di sterline sospendendo le principali esercitazioni delle unità non impegnate in missioni. Ma la scelta solleva preoccupazioni sulla prontezza operativa dell'esercito britannico, mentre la Nato spinge gli alleati ad aumentare la spesa per la Difesa
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Mentre l'Occidente aumenta la spesa per la difesa anche sulla spinta del nuovo piano NATO, che prevede di arrivare al 5% del Pil entro il 2035, nell'esercito britannico arriva la spending review. Per contenere la spesa, alle unità dell'esercito di stanza nel Regno Unito e non impegnate nella preparazione di uno specifico dispiegamento è stato chiesto di sospendere le esercitazioni di addestramento collettivo considerate non essenziali. A riferirlo sono diversi media britannici, sulla base di fonti della Difesa. Ma che cosa significa, in concreto, questo "taglio"?
Stop alle grandi esercitazioni
Tra le attività sospese figurano esercitazioni su larga scala che prevedevano l'impiego di carri armati ed elicotteri Apache. Secondo quanto riportato dai media britannici, sarebbe stata cancellata anche un'esercitazione del Royal Tank Regiment con attività a fuoco reale in Galles, oltre a una seconda esercitazione con carri armati ed elicotteri Apache.
Una fonte della Difesa ha spiegato che l'obiettivo è rinunciare a quello che ha definito "addestramento piacevole da fare", citando tra gli esempi le grandi esercitazioni a fuoco reale e le simulazioni di attacchi di plotone nelle aree di addestramento britanniche.
La sospensione dovrebbe proseguire per gran parte dell'anno, in un contesto di pressione sui bilanci della Difesa. Ma se da un lato la decisione porterà ovviamente a risparmi, dall'altro ha suscitato preoccupazione tra gli altri ufficiali dell'esercito. Una fonte militare citata dai media britannici ha descritto la decisione come "assolutamente devastante", aggiungendo che: "gli eserciti si addestrano, è quello che fanno. Ora non succederà più nulla".
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Il rischio per la prontezza operativa
La sospensione delle esercitazioni solleva infatti interrogativi sulla capacità dell'esercito britannico di mantenere la prontezza operativa. Secondo Sky News, la decisione rischia di incidere sulla capacità dell'intera forza di rispondere a una crisi. Una fonte senior citata dall'emittente ha spiegato che l'addestramento consente ai comandanti di trasformare nuovi equipaggiamenti e concetti operativi in capacità di combattimento e che spostare risorse dall'addestramento finirà inevitabilmente per avere conseguenze sulla prontezza operativa.
Il rischio indicato è quello di una "forza svuotata": un esercito che sulla carta dispone di uomini e mezzi, ma che potrebbe non avere sufficiente esperienza collettiva e competenza per utilizzarli efficacemente in guerra. Secondo Matthew Savill, direttore delle scienze militari del Royal United Services Institute, l'effetto può peggiorare nel tempo, con una possibile perdita di familiarità con equipaggiamenti e tattiche.
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Quanto risparmierà il governo?
Lo stop riguarda le esercitazioni collettive di grandi dimensioni delle unità di stanza nel Regno Unito che non si stanno preparando per un dispiegamento. Secondo il Times, il provvedimento dovrebbe consentire di risparmiare circa 30 milioni di sterline e coinvolge attività con 90 o più militari. Restano invece operative le attività delle unità in procinto di essere dispiegate, in standby o con compiti di reazione rapida.
Un portavoce dell'esercito ha chiarito che anche con il taglio delle esercitazioni considerate non essenziali "il nostro addestramento continua e stiamo dando priorità alle attività che contribuiscono più direttamente alla prontezza, alla possibilità di dispiegamento e all'efficacia operativa". Lo stesso portavoce ha aggiunto che l'esercito sta investendo "2 miliardi di sterline per trasformare l'addestramento dell'esercito britannico nei prossimi 15 anni".
Particolare attenzione continuerà comunque a essere riservata all'esperienza maturata con la guerra in Ucraina, compreso l'addestramento alla guerra con i droni e alle attività di contrasto ai droni. Le richieste di addestramento vengono comunque valutate caso per caso.
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La pressione sulla spesa per la Difesa
La decisione arriva mentre il governo di Andy Burnham è sottoposto a pressioni per aumentare ulteriormente la spesa militare. I piani attuali prevedono un incremento al 2,5% del reddito nazionale dal prossimo anno, mentre il Defence Investment Plan indica un obiettivo del 2,7% del Pil entro il 2027-28. E il governo è sotto pressione affinché la spesa per la Difesa raggiunga il 3% del Pil entro il 2030 e il 3,5% entro il 2035. Ma il tema alimenta anche lo scontro politico per il reperimento delle risorse: la conservatrice Kemi Badenoch ha ad esempio proposto di reperire 10 miliardi di sterline l'anno per la Difesa principalmente attraverso tagli alla spesa per il welfare.
Per evitare che i costi lievitino a dismisura, quindi, l'aumento complessivo delle risorse per la Difesa non significa che tutti i capitoli di spesa potranno disporre di maggiori fondi. Secondo quanto riferito dai media britannici, infatti, una parte consistente delle nuove risorse è destinata a specifici progetti di investimento, compresi nuovi programmi di armamento. Il bilancio destinato all'addestramento resta invece dalla parte corta della coperta. E in questo quadro si inserisce la sospensione delle esercitazioni non considerate prioritarie.