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Un dieci in cerca della lode. Berna pronto a caricarsi il Bologna. Con il sogno azzurro sempre vivo

October 2, 2026
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Un anno fa l’ex Juventus era arrivato circondato da scetticismo e ha risposto con una stagione di alto livello. Tra lui e Palladino è scattato subito il feeling: sta tornando in forma dopo il piccolo infortunio e punta il Lecce.

Federico Bernaredeschi, 32 anni: seconda stagione in rossoblù, 10 gol in totale

Federico Bernaredeschi, 32 anni: seconda stagione in rossoblù, 10 gol in totale

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Un anno fa, di questi tempi, di fronte a un Bernardeschi ancora in versione andamento lento Vincenzo Italiano non fece sfoggio di diplomazia: "Federico ha una qualità importante che non si discute ma ha un po’ dimenticato i ritmi della serie A e deve ritrovarli". Poi venne novembre, Berna ritrovò i ritmi e i gol (rompendo il ghiaccio in campionato nel 3-0 di Udine) e da lì cominciò una cavalcata che lo ha portato a chiudere la stagione appena un gradino sotto la doppia cifra. Nove reti nell’anno del ritorno in Italia dopo i tre sabbatici di Toronto significano una cosa sola: scommessa stravinta.

Un anno dopo quei primi passi incerti Bernardeschi non solo è rimasto nel progetto Bologna ma, complice la partenza di quattro pezzi da novanta del calibro di Castro, Rowe, Lucumi e Freuler, ne è diventato il fulcro a dispetto di un mese e mezzo di precampionato speso invano a calarsi nel ruolo di mezzala.

Quella però era un’idea di Domenico Tedesco, naufragata dopo il gran rifiuto del diretto interessato. Raffaele Palladino, al contrario, fin dalla prima partita della sua gestione ha toccato con mano l’oro del Bernardeschi riportato sulla fascia: gol al Torino, purtroppo vanificato dalla papera di Skorupski su Kulenovic che ha reso più amaro che dolce il debutto del tecnico campano.

Ma proprio dentro l’adrenalina (con coda di fischi) del primo atto del nuovo corso c’è stato un gesto che ai più sarà apparso scontato ma che in realtà racchiudeva già il senso di un ‘patto’ che promette di accompagnare l’intera stagione: l’abbraccio tra il neo allenatore e il nuovo leader rossoblù quando Berna al minuto 78 è stato richiamato in panchina per lasciare spazio a Orsolini. Significativamente, a suggellare il nuovo inizio, Palladino sul proprio profilo Instagram in serata postò subito il frame di quell’abbraccio.

Del resto per trovare la chiave necessaria ad entrare nella pelle di squadra e città (ieri il tecnico ha pubblicato l’immagine di una sua passeggiata serale in via Orefici, davanti alla stella sul selciato dedicata a Lucio Dalla) passare da Bernardeschi appare come un’ottima idea. A 32 anni Berna ha trovato sotto le Due Torri la sua nuova dimensione. E chissà che a breve non trovi anche il prolungamento del contratto: l’accordo in essere scade nel giugno 2027 ma nel cassetto di Fenucci giace l’opzione per allungarlo di un’ulteriore stagione.

Intanto è un’eccellente notizia che da due giorni il numero dieci sia tornato a lavorare col gruppo dopo essersi messo alle spalle il fastidio muscolare che col Toro l’aveva indotto a chiedere il cambio. Berna c’è ma soprattutto ci sarà alla ripresa del campionato a Lecce. Nell’attesa stasera si piazzerà davanti al televisore a tifare l’Italia del Mancio impegnata con la Francia. Perché nell’orizzonte del dieci oltre alla consacrazione in rossoblù c’è una speranza, mai taciuta, di ritorno in azzurro.

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