Un mese alla fine del calciomercato: il Milan ha ancora tantissimo da fare, sia in uscita che in entrata
Al 2 agosto manca esattamente un mese alla chiusura del calciomercato, e il Milan ha ancora davanti a sé un lavoro enorme. Non c'è bisogno di allarmismi, ma nemmeno di sottovalutare la situazione: la rosa di Ruben Amorim è numerosa, poco equilibrata e ancora distante dalla versione definitiva. Prima di completarla servirà però sfoltirla, monetizzare e liberare spazio, però Il rischio di è arrivare agli ultimi giorni con troppe operazioni da chiudere e pochissimo margine d'errore incombe.
PRIMA LE USCITE: LEAO IL GRANDE PUNTO DI DOMANDA
In questa fase il mercato rossonero passa soprattutto dalle cessioni. Fofana, Loftus-Cheek, Tomori, Gimenez e Estupinan sono solo alcuni dei nomi che potrebbero - e dovrebbero - lasciare Milanello nel corso di quest'estate perché non pienamente centrali nel nuovo progetto tecnico targato Ruben Amorim. A loro si aggiungono anche altri elemeni da sistemare per allegerire una rosa ancora troppo affollata. Il problema però è uno: per nessuno di questi giocatori è fino a questo momento arrivata un'offerta ufficiale.
Il Milan deve poi fare i conti con un altro dossier molto delicato, quello di Rafal Leao. Il portoghese è in stand-by: l'interesse turco esiste - ed insiste -, ma il giocatore non sembra ancora convinto della destinazione. Finché non si sbloccherà almeno la sua situazione, il Milana avrà meno libertà economica e strategica per intervenire in entrata.
QUATTRO ACQUISTI E UNA CORSA CONTRO IL CALENDARIO
Ovviamente lo stallo in uscita complica ogni discorso in entrata per un Milan che dovrà mettere a disposizione di Ruben Amorim almeno altri quattro rinforzi: un difensore centrale capace di impostare, un trequartista mancino da utilizzare sul centrodestra, un centrocampista e un esterno adatto al 3-4-2-1.
Si tratta di innesti fondamentali, non di semplici aggiunte numeriche. Il Milan deve costruire una squadra coerente con le idee di Amroim, evitando acquisti frettolosi dettati dall'emergenza del momento. Un mese può essere sufficiente per riuscire nell'obiettivo, ma soltanto accelerando subito le uscite, perché il mercato non è ancora in ritardo irreparabile, ma c'è il rischio che lo possa diventare presto se dovesse persistere questa situazione di stallo.