Alessandro Rossi, nuovo allenatore dell’Aquila Trento, è anche il coach della nazionale Under 20: con lui come vice c’è anche il coach forlivese Francesco Nanni (già insieme a Scafati, quando furono promossi dall’A2 alla A), dunque nessuno meglio di lui può valutare il nuovo progetto biancorosso basato sui giovani. Campione europea in carica, l’Italia è arrivata 13ª: "Per noi 3 vittorie e 4 sconfitte: eravamo in un girone molto difficile, poi agli ottavi ci ha eliminato la Serbia che è arrivata seconda. Non siamo contenti del risultato finale, però abbiamo schierato il gruppo più giovane di tutto il torneo".
Rossi, il suo assistente Francesco Nanni si è comportato bene? "Francesco si comporta sempre bene perché è un grandissimo professionista ma soprattutto una persona di valore ancor maggiore: questo per me conta quasi di più".
Come lo ha visto, prossima alla sua prima stagione da capo allenatore? "Molto carico, motivato e con un notevole senso di responsabilità alla luce del fatto che si troverà a guidare la squadra della sua città. Mi sembra anche che esista una bella sinergia e unità d’intenti con il club e questo per un esordiente sarà importante. Sono contento per lui, sarà una bella avventura e mi sembra che la stia affrontando con le idee molto chiare".
Gli ha dato qualche consiglio? "Non proprio: fra noi c’è stato uno scambio di opinioni e una condivisione di pensieri come fra colleghi che si stimano".
Quale potrebbe essere la difficoltà più insidiosa? "Dovrà imparare in fretta la gestione emotiva della squadra e dell’ambiente, dei momenti positivi e di quelli negativi, ma sono certo che ce la farà perché Francesco è uno studioso non solo del gioco ma anche di tutto quello che ci ruota attorno".
Forlì schiererà molti giovani che lei conosce. "Premetto che apprezzo la scelta di puntare su mezza squadra fatta di giovani, una scelta intelligente e futuribile".
Partiamo da Tommaso Pinza. "È un giovane forlivese che si è fatto apprezzare e che con un anno di esperienza in più alle spalle potrà fare sicuramente bene. Vale per lui il discorso che faccio per tutti: andranno sostenuti negli eventuali momenti di difficoltà".
Mattia Ceccato era nel gruppo allargato della sua Nazionale Under 20. "È un playmaker molto tecnico di talento, ottime letture, brilla per intelligenza e fantasia nelle situazioni di pick and roll sia con la palla in mano che quando crea per altri. Dovrà lavorare sull’aspetto fisico, ma credo che sarà uno importante".
Nicola Berdini ha 22 anni ma anche lui è stato un suo azzurrino. "Nel 2023, quando ero assistente. È giovane anagraficamente, ma non certo per esperienza visto che ha alle spalle due eccellenti stagioni a Cento e a Cantù. Accetta ora una sfida più difficile: potrà ancora crescere a livello di sicurezza, maturità e controllo del gioco".
Non è italiano, se non per formazione: Andrija Josovic. "Molto talentuoso, un 3-4 che può segnare in tanti modi. A livello giovanile dominava le partite a suo piacimento, ora lo aspetta un’annata più difficile nella quale dovrà abituarsi ad un basket più duro con molti contatti. Dovrà essere bravo a produrre molto pur avendo a disposizione meno palloni rispetto alle giovanili".
E Giacomo Zanetti, già suo campione d’Europa? "Di tutti, è forse quello con meno talento ma di maggior solidità e consistenza. È un 4-5 con una buona mano e pochi fronzoli. Dopo l’infortunio, dovrà recuperare in fretta il ritmo partita".
Che giudizio complessivo dà di Forlì? "Non ci si dovrà aspettare una squadra subito pronta, ma avendo pazienza i tifosi potranno vedere un gruppo che crescerà con il passare delle settimane. Per questo bisognerà essere coerenti nel sostenere il progetto iniziato".
E che campionato vede? "Un’A2 sempre molto difficile: metterei Sassari, Pesaro, Rimini, Brindisi, Livorno e Fortitudo un gradino sopra le altre. Come sempre, però, ci sarà un’enorme equilibrio".
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