Alle 10.15 in tanti si sono riversati in strada, spaventati da una scossa di terremoto di magnitudo 4.3 con epicentro a San Piero a Grado, frazione pisana nel cuore del parco di San Rossore, sette chilometri a ovest della città.
Una botta percepita in gran parte della Toscana settentrionale e fin quasi a Firenze, ma che per fortuna non ha causato danni gravi agli edifici e al patrimonio storico e monumentale. Risulta danneggiato solo un immobile nel Pisano che ospitava tre nuclei familiari per complessive cinque persone costrette a trovare ospitalità da parenti e amici perché le loro abitazioni sono state dichiarate temporaneamente inagibili in attesa di ulteriori verifiche strutturali. A Viareggio e in altre località della costa toscana sono state eseguite verifiche, ma al momento non si hanno altre comunicazioni di danni. La maggiore apprensione l'ha vissuta Pisa, dove case, uffici e negozi dopo la prima scossa si sono svuotati in un lampo.
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Poi alle 13.04 un altro sussulto (3.2 della scala Richter), accompagnato da uno sciame sismico di una decina di scosse tutte di magnitudo inferiore e rilevato solo dagli strumenti dell'Ingv. Il sindaco Michele Conti, che ha trascorso l'intera giornata al Centro operativo comunale, è stato contattato dal ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, "che ha espresso vicinanza alla nostra comunità e mi ha assicurato il pieno supporto del Governo per ogni eventuale necessità". Nessun problema neppure alla Torre di Pisa, né agli altri monumenti di piazza dei Miracoli che sono rimasti sempre aperti al pubblico e alle visite. Disagi invece per la sospensione della circolazione ferroviaria per alcune ore sul nodo di Pisa che ha causato ritardi ai treni regionali e cancellazioni di quelli a lunga percorrenza. In città intorno all'ora di pranzo è arrivato anche il governatore della Toscana, Eugenio Giani: "Il patrimonio monumentale e quello edilizio hanno dimostrato una solidità che ci fa ben sperare.
Certo, ora cautela perché lo sciame sismico può arrivare da un momento all'altro ma la Toscana è forte". Infine, l'unità di crisi dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana "in via precauzionale ha disposto di far proseguire le attività sanitarie urgenti o comunque non differibili e di sospendere quelle programmabili, sia di ricovero sia di sala operatoria sia ambulatoriali e di autorizzare le attività effettuabili in smart working". L'Aou Pisa ha poi fatto sapere che ulteriori verifiche saranno necessarie anche domani per "approfondire ulteriormente la situazione dell'edificio 12 dell'ospedale Santa Chiara, che ospita ambulatori e l'accettazione unificata ragion per cui, a titolo precauzionale, le attività saranno sospese".
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