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Una figura femminile, le Marmore, un drago. Ozmo colora la periferia di Terni - Arte - Ansa.it

August 30, 2026

(di Luciano Fioramonti) Una figura femminile in abito rinascimentale tiene un drago accanto a sé, alle sue spalle la Cascata delle Marmore: è l' intervento pittorico monumentale site-specific realizzato da Ozmo sulla facciata di un edificio della periferia est di Terni. "Thyrus et Amnis", questo il titolo dell' opera dell' artista toscano protagonista di azioni pubbliche in Italia e all' estero soprattutto su tematiche ambientali e politiche, sarà inaugurata il 31 agosto in via Antiochia, nel quartiere Brin. Il progetto, promosso dall' amministrazione comunale con il supporto di Gn Media e la direzione artistica di Chiara Ronchini, proseguirà con altri tre interventi affidati ad ARIS, Desiderio Sanzi e al duo CT/108, in altre aree della periferia Est sul filo di un percorso di rigenerazione urbana attraverso linguaggi e stili diversi.
L'opera, di circa 12 x 9 metri, è ispirata al mito del drago Tiro, che campeggia nello stemma di Terni. ''Il lavoro - dice all' ANSA Ozmo - nasce da una ricerca sulla storia e sull'immaginario della città. Al centro compare Thyrus, il drago della leggenda fondativa, legato all'antico paesaggio paludoso attraversato dal fiume Nera. Alle sue spalle emerge la Cascata delle Marmore, presenza monumentale che attraversa la storia del territorio tra acqua, ingegneria, energia e paesaggio. Poco distante, un cavaliere contemporaneo in giacca e cravatta si è seduto, ha abbandonato l'azione e lasciato il proprio smartphone a terra. Attorno a lui compaiono spada, scudo e frammenti di armatura, elementi che nel quartiere Brin entrano anche in relazione con la lunga storia dell'acciaio ternano''. Uva, fichi, melograno e olive affiorano tra gli oggetti metallici e dalla cascata compare un arcobaleno. ''Storia, leggenda, memoria industriale e dettagli contemporanei finiscono così per convivere nella stessa scena, formando un racconto volutamente aperto - osserva l' artista -. Terni mi ha dato un drago che viveva nelle paludi, una cascata gigantesca, acciaio, armature e persino della frutta: materiale abbastanza discreto. Ho messo tutto nella stessa immagine e ho lasciato che i simboli cominciassero a disturbarsi a vicenda. Se spiegati fino in fondo diventano loghi, io. Preferisco lasciarli un po' pericolosi: ognuno può entrarci e uscirne con una storia diversa''. Ozmo, nome d' arte di Gionata Gesi, considera la dimensione site-specific centrale nella sua ricerca. Per i suoi spunti attinge a immagini provenienti dalla storia dell'arte, dalla cultura visiva e dalla memoria dei luoghi, ricombinate in nuove associazioni. Presente nell'Enciclopedia Treccani, l' artista ha realizzato progetti per il Museo del Novecento a Milano e il Macro a Roma , ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia e ha collaborato con il King's College London, l'Istituto Italiano di Cultura di New York e il programma Museum Murals del Mauritshuis a L' Aia. Attualmente vive e lavora a Parigi.

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