Tutto iniziò nel 1977 quando l’area venne acquisita dalla famiglia Mandolesi. Lo spostamento dal Lago Grande all’area del Contadino

L’indicazione di avvio lavori nell’area sopra la baia

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Il Campeggio Adriatico a Portonovo e una storia che parte dalla notte dei tempi, prima di acquisire i parametri della vicenda giudiziaria. In origine, quando Portonovo non era presa d’assalto ogni giorno da migliaia di bagnanti, il campeggio si trovava dove oggi sorge il parcheggio ‘Lago Grande’, zona molo.
Nei primi anni 2000 viene presentato il progetto del nuovo campeggio, con la soprintendente dell’epoca, Delia Lollini esprime parere contrario. In realtà tutto era cominciato addirittura nel 1977, quando il campeggio acquistò dalla famiglia Mandolesi, proprietaria di tutta la baia di Portonovo, la cosiddetta ‘Area del contadino’.
Successivamente il PPE di Portonovo – Piano Particolareggiato Esecutivo - prevede lo spostamento del campeggio dalla zona a fianco del ‘Lago Grande’ all’area del contadino. Nel 2003 il campeggio ricorre al TAR contro il diniego della Soprintendenza. Il ricorso viene respinto.
Nel 2006, dopo il cambio del soprintendente, il Comune di Ancona rilascia il Permesso di costruire n. 88/2006, relativo a un campeggio indicato nel progetto in circa 24.000 mq. L’anno successivo viene rilasciato il PDC in variante n. 248/2007, contenente modifiche rilevanti rispetto al progetto iniziale, senza una nuova Valutazione di Incidenza Ambientale – VINCA.
Il 2007 è l’anno chiave in cui entra in gioco la disputa della fognatura. Nel maggio del 2008 il campeggio apre senza che la fognatura sia stata collaudata e il mese dopo il dirigente del Comune di Ancona Circelli, rilascia l’agibilità. Tra il 2008 e il marzo 2009 la prima fognatura viene smantellata e sostituita con quella prevista dal progetto e si passa al collaudo.
Nel giugno 2010, tuttavia, il campeggio viene sequestrato per la mancata preventiva Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il Comune di Ancona emette un’ordinanza di demolizione delle opere abusive. Il campeggio non demolisce e il Comune non dà successiva esecuzione all’ordinanza.
Nel 2014 la sentenza di primo grado dichiara prescritti i reati per i proprietari del campeggio Tre anni dopo la Corte d’Appello di Ancona conferma la prescrizione e affronta l’illegittimità dei titoli rilasciati senza la preventiva VIA.
Nel 2021 il Parco del Conero, allora presieduto da Daniele Silvetti, rilascia un nulla osta relativo al progetto del campeggio e alla fine del ‘22 viene avviato il procedimento di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale – PAUR. Dal 2023 l’iter va avanti fino ad arrivare ai giorni nostri.
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