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- Una task force per la stazione: "Bene le misure contro il degrado, vogliamo essere coinvolti nel piano"
L’intervento della Fit Cisl dopo il tavolo in prefettura dedicato alle problematiche dello scalo ferroviario "Da quasi due anni segnalavamo le criticità, finalmente azioni concrete. Ora informateci su azioni e tempi".

L’intervento della Fit Cisl dopo il tavolo in prefettura dedicato alle problematiche dello scalo ferroviario "Da quasi due anni segnalavamo le criticità, finalmente azioni concrete. Ora informateci su azioni e tempi".

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Più sicurezza in stazione con 45 nuove telecamere, controlli rafforzati, unità cinofile, vagoni chiusi per evitare accessi indesiderati, una nuova recinzione e una presa in carico delle situazioni di maggiore fragilità. La Fit Cisl Emilia-Romagna accoglie con favore il pacchetto di interventi emerso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e guarda ora alla fase operativa, chiedendo di poter partecipare al percorso. "Sono anni che segnaliamo il degrado e proponiamo soluzioni", sottolinea la segretaria regionale Manola Cavallaro. Da qui l’appello alle istituzioni ferraresi affinché "non escludano i sindacati dal progetto sulla sicurezza".
Il tono della nota è innanzitutto quello del riconoscimento per un confronto che, secondo la Fit Cisl, ha finalmente prodotto una serie di misure concrete. "Accogliamo con favore che il nostro allarme sulla sicurezza nella stazione di Ferrara abbia indotto il prefetto di Ferrara a convocare con urgenza un incontro sul tema" scrive Cavallaro. E il giudizio sulle decisioni assunte è positivo: "Sono finalmente scaturite azioni concrete per aumentare la sicurezza nella stazione".
Il piano comprende un rafforzamento della videosorveglianza con 45 telecamere aggiuntive, maggiori controlli, la presenza di agenti della Polfer e della polizia municipale con unità cinofile all’esterno dello scalo. La Fit Cisl chiede però che, accanto alle misure di sicurezza, si sviluppi un confronto con chi rappresenta i lavoratori che quotidianamente vivono la stazione. "È necessario che le istituzioni ferraresi rendano i sindacati parte integrante di questo progetto" è la richiesta di Cavallaro. Non una bocciatura delle iniziative, dunque, ma la richiesta di accompagnarle con un confronto diretto con le rappresentanze del personale.
Il sindacato ricorda infatti di avere segnalato da tempo le criticità dello scalo. "Da quasi due anni la nostra organizzazione sindacale sta gridando ai quattro venti le palesi criticità della stessa stazione", spiega la segretaria regionale. Una situazione che, secondo la Fit, riguarda in particolare alcune aree, compreso il parcheggio, dove viene segnalata una presenza frequente di persone tossicodipendenti, "sovente in stato d’alterazione". Il risultato, sostiene la sigla, sono stati episodi di vandalismo, auto danneggiate e spazi utilizzati come bivacco, con conseguenze anche sulle condizioni di lavoro del personale ferroviario e dell’indotto.
La questione era esplosa dopo l’intervista del Carlino a un ferroviere che aveva raccontato il degrado e le problematiche di sicurezza vissute quotidianamente nello scalo, compresa la presenza di persone dedite al consumo di sostanze. Quelle dichiarazioni avevano acceso il dibattito e portato la Fit Cisl a formalizzare la propria segnalazione. Successivamente era arrivata anche la presa di posizione del Pd, con la richiesta di convocare una commissione consiliare ad hoc per affrontare il tema della sicurezza in stazione.
Anche l’assessore Cristina Coletti aveva sollecitato l’attenzione sul dossier, contribuendo al percorso che ha portato alle nuove misure. Ora la Fit Cisl chiede di conoscere tempi e modalità della fase successiva. "Ci aspettiamo che l’assessore ai trasporti di Ferrara ci convochi con urgenza" dice Cavallaro. Il sindacato vuole essere informato sul progetto di ristrutturazione ("Lo scalo è luogo di lavoro dei ferrovieri e di tutti i lavoratori dell’indotto"), sui tempi di realizzazione e sulle possibili ricadute per il personale. La linea, dunque, è quella della collaborazione. "Unire le sinergie tra azienda, sindacati e istituzioni è un modello da perseguire" conclude Cavallaro.
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