
Un viaggio nato dal desiderio di scoprire territori vicini ma capaci di sorprendere a ogni tappa. Un itinerario attraverso tre Paesi – Italia, Slovenia e Austria – seguendo il filo conduttore dei confini, luoghi dove culture, lingue e tradizioni si sono incontrate per secoli. Siamo partiti in tre, con la nostra bambina di sei anni, affrontando un percorso ricco di esperienze diverse: città storiche, castelli, musei, grotte, laghi alpini e montagne. L’obiettivo era vivere un viaggio equilibrato, alternando visite culturali a momenti più leggeri e adatti anche a una bambina, senza rinunciare alla scoperta della storia e delle caratteristiche dei luoghi visitati. Il caldo intenso ci ha accompagnato per gran parte del viaggio. Temperature elevate che hanno influenzato alcune scelte organizzative, portandoci a cercare spesso momenti di pausa, visite al chiuso nelle ore più calde e un ritmo più attento alle esigenze della famiglia. Come spesso accade nei viaggi, non sono mancati gli imprevisti, ma anche questi fanno parte dell’esperienza e contribuiscono a rendere il ricordo ancora più autentico.
Indice dei contenuti
- Diario di viaggio tra Italia, Slovenia e Austria
- 28 giugno – Padova, il primo incontro con la storia
- 29 giugno – L’arrivo a Gorizia, la città di confine
- 30 giugno – Una giornata di pausa e recupero
- 1° luglio – Il Castello di Gorizia, tra Medioevo e storia di confine
- 2 luglio – Moda, memoria della Grande Guerra e il confine che unisce
- 3 luglio – Da Gorizia a Lubiana, il castello sulla collina
- 4 luglio – Škofja Loka, un borgo medievale e il pomeriggio allo zoo di Lubiana
- 5 luglio – Le meraviglie del Carso: Grotte di Postumia e Castello di Predjama
- 6 luglio – Lubiana tra illusioni e il fiume Ljubljanica
- 7 luglio – Da Lubiana a Tarvisio passando per Villach e il Faaker See
- 8 luglio – Il Castello di Landskron, la falconeria e il parco delle scimmie
- 9 luglio – I Laghi di Fusine e il Monte Lussari
- 10 luglio – Verona, una tappa tra storia e bellezza
- 11 luglio – Il ritorno verso casa
Diario di viaggio tra Italia, Slovenia e Austria
28 giugno – Padova, il primo incontro con la storia
Il viaggio inizia con una prima tappa a Padova, scelta come sosta lungo il percorso verso il Friuli. La città ci accoglie con il suo centro storico ricco di testimonianze artistiche e culturali, un primo assaggio di storia prima di proseguire verso la nostra destinazione. Passeggiamo nel cuore della città raggiungendo Prato della Valle, una delle piazze più grandi d’Europa, caratterizzata dalla sua particolare forma ellittica e dalla doppia fila di statue che rappresentano personaggi legati alla storia padovana. Proseguiamo verso Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, da secoli centro della vita cittadina, dove il commercio e la quotidianità si sono intrecciati con la storia.
Qui domina il Palazzo della Ragione, costruito nel XIII secolo e considerato uno dei simboli della Padova medievale. Il suo grande salone superiore, caratterizzato dalla straordinaria ampiezza senza colonne, rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’architettura civile dell’epoca. Padova è anche città universitaria: il suo ateneo, fondato nel 1222, è tra i più antichi del mondo occidentale e ha visto il passaggio di importanti figure della cultura europea, tra cui Galileo Galilei. La passeggiata nel centro storico è breve ma sufficiente per percepire il fascino di una città che unisce arte, storia e vita quotidiana. Nel pomeriggio riprendiamo il viaggio verso il Friuli, pronti a iniziare una nuova parte dell’itinerario.
29 giugno – L’arrivo a Gorizia, la città di confine
Arriviamo a Gorizia, una città particolare, segnata profondamente dalla sua storia di confine e dall’incontro tra culture diverse. Iniziamo la scoperta del centro storico partendo da Piazza della Vittoria, uno degli spazi più rappresentativi della città, dominata dalla presenza della chiesa di Sant’Ignazio con le sue caratteristiche torri campanarie. Gorizia mostra fin dal primo impatto il suo carattere mitteleuropeo: una città dove le influenze italiane, slovene e austriache convivono e raccontano una storia complessa.
Proseguiamo poi verso Piazza della Transalpina, uno dei luoghi simbolo del viaggio. Questa piazza rappresenta forse più di ogni altro luogo il significato di questo territorio: per gran parte del Novecento il confine tra Italia e Jugoslavia passava proprio qui, dividendo fisicamente Gorizia da Nova Gorica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la divisione segnò profondamente la vita della città, fino al cambiamento degli ultimi decenni, quando questo spazio è diventato un simbolo di incontro e collaborazione tra popoli. Il caldo intenso accompagna anche questa prima giornata in Friuli e condiziona inevitabilmente i ritmi della visita, soprattutto viaggiando con una bambina. La giornata successiva sarà purtroppo segnata da un imprevisto che ci farà rallentare il programma.
30 giugno – Una giornata di pausa e recupero
Dopo la giornata precedente decidiamo di rallentare il ritmo del viaggio e rimanere precauzionalmente a casa. La nostra bambina deve recuperare energie dopo la forma virale riscontrata al pronto soccorso e preferiamo non forzare i tempi, lasciandole il necessario riposo. È una giornata diversa dalle altre, senza visite e senza spostamenti, ma anche questa pausa entra a far parte del viaggio. Viaggiare in famiglia significa anche sapersi adattare alle situazioni impreviste, modificare i programmi quando necessario e dare la giusta importanza ai momenti di recupero. Il caldo intenso che ci accompagna in questi giorni rende ancora più importante la scelta di rispettare i tempi della bambina, così da poter riprendere il percorso con maggiore serenità.
1° luglio – Il Castello di Gorizia, tra Medioevo e storia di confine
La bambina sta meglio, anche grazie alla terapia prescritta, e possiamo finalmente riprendere le visite. La mattina raggiungiamo il Castello di Gorizia, uno dei simboli più importanti della città. La fortezza domina dall’alto il centro storico e racconta secoli di storia. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando Gorizia divenne il centro dei possedimenti dei Conti di Gorizia, una potente famiglia nobiliare che governò questi territori per diversi secoli. Grazie alla sua posizione strategica, il castello ebbe un ruolo fondamentale nel controllo delle vie di comunicazione tra il mondo italiano, quello germanico e quello slavo, trovandosi in un territorio da sempre punto di passaggio e di incontro tra culture diverse.
Nel corso dei secoli la struttura subì numerose trasformazioni: da residenza della famiglia comitale a presidio militare, seguendo le vicende politiche che coinvolsero questa zona di confine. Passeggiare tra le sue mura permette di comprendere meglio la complessità della storia locale. Il castello non racconta soltanto la storia di Gorizia, ma quella di un intero territorio attraversato da popoli, eserciti e imperi diversi. La visita offre anche una bella vista sulla città e sul paesaggio circostante, aggiungendo alla componente storica un piacevole momento panoramico. Dopo il momento difficile dei giorni precedenti, questa giornata rappresenta un ritorno alla normalità e la possibilità di riprendere il viaggio con maggiore tranquillità.
2 luglio – Moda, memoria della Grande Guerra e il confine che unisce
L’ultima giornata dedicata a Gorizia è un viaggio attraverso due aspetti molto diversi della storia cittadina. La prima visita è al Museo della Moda, un percorso che racconta l’evoluzione dell’abbigliamento e del costume attraverso epoche diverse. La moda diventa così uno strumento per comprendere i cambiamenti della società, delle abitudini e degli stili di vita, mostrando come anche gli oggetti quotidiani possano raccontare la storia delle persone.
Proseguiamo poi con il museo dedicato alla Prima Guerra Mondiale, fondamentale per capire il ruolo che questi territori ebbero durante il conflitto. Gorizia fu infatti uno dei principali scenari del fronte dell’Isonzo, teatro di dodici sanguinose battaglie combattute tra il 1915 e il 1917 tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico. La città fu conquistata dall’esercito italiano nel 1916, ma il territorio rimase uno dei simboli della drammaticità della guerra di posizione combattuta sulle montagne e lungo il fiume Isonzo.
Nel pomeriggio decidiamo di riportare la nostra bambina in uno dei luoghi più significativi della città: Piazza della Transalpina. Rivedere questo spazio con maggiore calma permette di coglierne ancora meglio il significato. Per decenni questo luogo ha rappresentato una divisione concreta tra due mondi diversi, con il confine tra Italia e Jugoslavia che passava proprio qui. Oggi invece la piazza è diventata un simbolo di incontro e collaborazione tra Gorizia e Nova Gorica, due città che hanno saputo trasformare una storia complessa in un esempio di convivenza.
Concludiamo la visita raggiungendo anche la stazione di Nova Gorica, altro luogo simbolo di questa terra di confine. La ferrovia, un tempo elemento di separazione, oggi rappresenta un collegamento tra comunità e territori.
3 luglio – Da Gorizia a Lubiana, il castello sulla collina
Lasciamo Gorizia e iniziamo una nuova fase del viaggio: la Slovenia. Prima di partire abbiamo acquistato online la vignetta elettronica slovena, necessaria per utilizzare autostrade e superstrade del Paese. Il sistema è digitale e il controllo avviene tramite la targa del veicolo, una soluzione pratica che permette di viaggiare senza preoccupazioni. Raggiungiamo Lubiana, capitale della Slovenia, una città elegante e raccolta, dove si incontrano influenze diverse: quella germanica, quella slava e quella mediterranea. Nel pomeriggio scegliamo di visitare subito uno dei suoi simboli principali: il Castello di Lubiana.
Per raggiungerlo utilizziamo la funicolare, una soluzione comoda anche viaggiando con una bambina, che permette di arrivare sulla collina senza affrontare la salita a piedi. Il castello domina la città dall’alto e rappresenta uno dei luoghi più importanti della capitale slovena. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando la collina aveva già un’importante funzione strategica per il controllo del territorio. Nel corso dei secoli la fortezza è stata trasformata più volte, passando da struttura difensiva a residenza nobiliare e successivamente a importante centro culturale. Dall’alto si apre una splendida vista su Lubiana: il centro storico, il fiume Ljubljanica e i tetti della città mostrano tutta l’armonia di questa capitale. La visita al castello è il nostro primo incontro con Lubiana e ci permette di iniziare a conoscere una città che scopriremo meglio nei giorni successivi.
4 luglio – Škofja Loka, un borgo medievale e il pomeriggio allo zoo di Lubiana
La giornata inizia con una visita fuori Lubiana, raggiungendo Škofja Loka, uno dei borghi storici più belli della Slovenia. La cittadina conserva ancora oggi un aspetto medievale, con il centro storico caratterizzato da strade raccolte, edifici colorati e un’atmosfera che sembra riportare indietro nel tempo.
Škofja Loka è legata alla storia dei vescovi di Frisinga, che ottennero questi territori già nel X secolo e ne mantennero il controllo per molti secoli. Proprio sotto la loro amministrazione il borgo si sviluppò come importante centro commerciale e artigianale. Passeggiamo nel centro storico ammirando le piazze, gli edifici storici e gli scorci che raccontano la lunga storia di questa località.
Raggiungiamo poi il Castello di Škofja Loka, che domina la cittadina dall’alto. Le sue origini medievali sono legate alla necessità di controllo e difesa del territorio, ma nel corso dei secoli la struttura è stata trasformata più volte. Oggi il castello ospita un museo dedicato alla storia locale, alle tradizioni e alla cultura della regione, permettendo di conoscere meglio la vita quotidiana del passato.
Dopo la visita torniamo verso Lubiana e nel pomeriggio dedichiamo qualche ora a un’attività più leggera e adatta alla nostra bambina: lo Zoo di Lubiana. La visita allo zoo rappresenta un momento di svago dopo tante tappe storiche e culturali. È un luogo immerso nel verde, piacevole anche per sfuggire per qualche ora al caldo intenso che continua ad accompagnare il nostro viaggio. Una giornata quindi equilibrata, capace di unire storia, cultura e divertimento per tutta la famiglia.
5 luglio – Le meraviglie del Carso: Grotte di Postumia e Castello di Predjama
La giornata è dedicata a due dei luoghi più famosi e spettacolari della Slovenia: le Grotte di Postumia e il Castello di Predjama. Prima di partire abbiamo acquistato i biglietti online, una scelta consigliata soprattutto per le grotte, perché l’ingresso avviene con visita a orari prestabiliti e nei periodi di maggiore affluenza è preferibile prenotare in anticipo. Per noi tre il costo complessivo della visita è stato di circa 150 euro.
Le Grotte di Postumia rappresentano uno dei più importanti fenomeni carsici al mondo. Sono un immenso sistema di cavità sotterranee create nel corso di milioni di anni dall’azione dell’acqua sul calcare. L’ingresso alla visita avviene anche con un caratteristico trenino sotterraneo, esperienza particolarmente apprezzata dalla nostra bambina.
All’interno delle grotte la temperatura è di circa 10 gradi con un’umidità intorno al 98%. Dopo il caldo intenso dei giorni precedenti, il contrasto è notevole, ma proprio per questo è fondamentale arrivare preparati con abbigliamento adeguato: una felpa o una giacca sono indispensabili anche in piena estate. Il percorso permette di ammirare sale immense, stalattiti e stalagmiti dalle forme sorprendenti, testimonianza della lenta trasformazione della roccia nel corso dei millenni.
Dopo la visita alle grotte ci spostiamo verso il vicino Castello di Predjama, uno dei luoghi più caratteristici della Slovenia. Il castello sembra nascere direttamente dalla parete rocciosa e la sua posizione lo rende unico nel suo genere. La struttura è famosa soprattutto per la storia di Erasmo di Predjama, un cavaliere del XV secolo che, secondo la tradizione, resistette per mesi all’assedio delle truppe imperiali grazie alla posizione strategica della fortezza e ai passaggi segreti collegati alle grotte dietro il castello. Un luogo dove storia e leggenda si intrecciano, rendendo la visita particolarmente suggestiva.
6 luglio – Lubiana tra illusioni e il fiume Ljubljanica
Dopo le visite dei giorni precedenti, dedichiamo questa giornata alla scoperta di due aspetti diversi di Lubiana: uno più curioso e divertente, pensato soprattutto per la nostra bambina, e uno più rilassante per vivere l’atmosfera della città.
La mattina visitiamo il Museo delle Illusioni, una tappa particolarmente apprezzata dalla nostra bambina. Il museo propone un percorso fatto di giochi ottici, illusioni, ambienti sorprendenti ed esperienze interattive che mettono alla prova la percezione e permettono di imparare divertendosi. È una visita diversa rispetto ai musei storici affrontati nei giorni precedenti, ma proprio per questo rappresenta un momento di leggerezza all’interno del viaggio. La bambina si diverte molto e anche per noi adulti è un’occasione per tornare un po’ bambini, lasciandoci coinvolgere dalle tante installazioni del percorso.
Verso l’ora di pranzo scegliamo invece di vivere Lubiana da una prospettiva diversa con un giro in battello sulla Ljubljanica, il fiume che attraversa il centro della capitale slovena. La navigazione permette di ammirare la città con un ritmo più tranquillo, osservando gli edifici storici, i ponti e le architetture che caratterizzano il centro.
La Ljubljanica è da sempre legata alla storia di Lubiana: già in epoca romana rappresentava un’importante via di comunicazione e nel corso dei secoli il fiume ha contribuito allo sviluppo commerciale e urbano della città. Il battello si rivela una scelta piacevole anche considerando il caldo intenso che continua ad accompagnare il viaggio. Un momento di pausa nelle ore centrali della giornata, ma allo stesso tempo un modo originale per conoscere meglio la capitale slovena.
Con questa giornata concludiamo la nostra permanenza a Lubiana, una città che ci ha colpito per il suo equilibrio tra storia, dimensione europea e vivibilità.
7 luglio – Da Lubiana a Tarvisio passando per Villach e il Faaker See
Lasciamo Lubiana e iniziamo il trasferimento verso Tarvisio, ma scegliamo di trasformare lo spostamento in una nuova occasione di visita. Prima di entrare in Austria acquistiamo la vignetta autostradale austriaca, necessaria per utilizzare le autostrade del Paese.
La prima sosta è a Villach, città della Carinzia situata in una posizione strategica vicino al confine con Slovenia e Italia. Villach ha una storia secolare legata alla sua posizione di passaggio tra mondi diversi. Nei secoli è stata un importante centro commerciale e culturale, influenzato dalle tradizioni germaniche, slave e italiane. Passeggiamo nel centro storico, caratterizzato da edifici colorati, piazze eleganti e un’atmosfera piacevole.
Dopo la visita della città ci spostiamo verso il vicino Faaker See, uno dei laghi più conosciuti della Carinzia. Il lago colpisce per il colore particolare delle sue acque e per il paesaggio alpino che lo circonda. È un luogo ideale per una pausa rilassante, soprattutto considerando il caldo che ci accompagna ormai da diversi giorni.
Dopo questa tappa riprendiamo il viaggio verso l’Italia e raggiungiamo Tarvisio, la nostra base per esplorare nei giorni successivi le bellezze naturali e storiche della zona.
8 luglio – Il Castello di Landskron, la falconeria e il parco delle scimmie
La giornata è dedicata al ritorno in Austria, questa volta per visitare uno dei luoghi più suggestivi nei dintorni di Villach: il Castello di Landskron.
La fortezza si trova su una collina che domina il territorio circostante e offre una splendida vista sulla Carinzia e sui laghi della zona. Le origini del castello risalgono al Medioevo. Nel corso dei secoli ha avuto funzioni difensive e residenziali, seguendo le vicende di un territorio da sempre strategico per la sua posizione tra le Alpi e le vie di collegamento verso l’Europa centrale.
Oggi il castello è conosciuto soprattutto per lo spettacolo di falconeria, una delle esperienze più caratteristiche della visita. Assistiamo allo spettacolo con grande interesse: vedere i rapaci in volo libero, osservare la precisione dei loro movimenti e conoscere le caratteristiche di questi animali rende l’esperienza coinvolgente per tutta la famiglia. Il costo del biglietto per noi tre è stato di poco superiore ai 40 euro, una spesa che abbiamo trovato adeguata considerando la particolarità dello spettacolo. Decidiamo di fermarci anche a pranzo al castello, approfittando della splendida vista sul paesaggio circostante. Mangiare in questa posizione, con il panorama della Carinzia davanti agli occhi, rende il momento ancora più piacevole.
Nel pomeriggio ci spostiamo ai piedi del castello per visitare il parco delle scimmie. Qui vivono in libertà numerosi esemplari di macaco giapponese, una specie originaria dell’Asia orientale conosciuta per la sua capacità di adattarsi anche a climi più freddi. La visita è organizzata con grande attenzione: le scimmie si muovono liberamente all’interno dell’area e per questo motivo è presente una guida che accompagna i visitatori e spiega il comportamento corretto da tenere.
Esiste infatti un rigido codice di comportamento per garantire la sicurezza degli animali e delle persone: non bisogna disturbare gli animali, avvicinarsi in modo inappropriato o cercare di attirare la loro attenzione. È un’esperienza molto particolare perché permette di osservare questi animali in un ambiente diverso dal classico zoo. Anche in questo caso il costo dei biglietti per la nostra famiglia è stato di poco superiore ai 40 euro. Per il parcheggio scegliamo la soluzione giornaliera, con un costo di 5,90 euro, comoda per poter visitare con calma tutta l’area.
Una giornata ricca e varia, capace di unire storia, natura e divertimento, perfetta per una famiglia con una bambina.
9 luglio – I Laghi di Fusine e il Monte Lussari
La giornata successiva è dedicata alla natura, con due luoghi simbolo delle Alpi Giulie: i Laghi di Fusine e il Monte Lussari.
La mattina raggiungiamo i Laghi di Fusine, uno dei paesaggi naturali più belli della zona di Tarvisio. Il complesso è formato da due laghi alpini, il Lago Superiore e il Lago Inferiore, immersi in un ambiente dominato dai boschi e dalle montagne. Il colore dell’acqua, la tranquillità del luogo e lo scenario delle Alpi Giulie rendono questa tappa una delle più suggestive del viaggio. Dopo la passeggiata ci fermiamo a pranzo al Lago Inferiore, una pausa piacevole in un contesto naturale davvero particolare.
Nel pomeriggio ci spostiamo verso il Monte Lussari. Per raggiungere la cima utilizziamo la cabinovia, una soluzione comoda anche viaggiando con una bambina e che permette di arrivare in quota senza particolari difficoltà. Il Monte Lussari è uno dei luoghi più caratteristici delle Alpi Giulie, famoso soprattutto per il suo santuario, meta di pellegrinaggi da secoli. La particolarità del luogo deriva anche dalla sua storia: il santuario è considerato un punto d’incontro tra diverse comunità, tanto da essere conosciuto come un luogo dove si incontrano le tradizioni italiana, slovena e tedesca.
La posizione panoramica permette di ammirare un paesaggio straordinario sulle montagne circostanti e rappresenta uno dei momenti più emozionanti del viaggio.
10 luglio – Verona, una tappa tra storia e bellezza
Lasciamo Tarvisio e iniziamo il rientro verso casa, scegliendo però di inserire un’ultima importante tappa: Verona.
La città, patrimonio dell’umanità UNESCO, ci accoglie con il suo centro storico ricco di testimonianze di epoche diverse, dove il passato romano, quello medievale e quello rinascimentale convivono in modo armonioso. Passeggiamo nel cuore della città, raggiungendo Piazza Bra, uno degli spazi più rappresentativi di Verona, dominata dall’Arena, il grande anfiteatro romano costruito nel I secolo d.C.
L’Arena è ancora oggi il simbolo della città e testimonia l’importanza che Verona ebbe già in epoca romana. La sua struttura, straordinariamente conservata, continua ad accogliere spettacoli e rappresentazioni, mantenendo vivo il legame tra passato e presente. Proseguiamo la passeggiata verso Piazza delle Erbe, da sempre centro della vita cittadina. L’antico foro romano è oggi una delle piazze più affascinanti di Verona, circondata da palazzi storici, torri e testimonianze delle diverse epoche che hanno caratterizzato la città.
Continuiamo verso Piazza dei Signori e gli scorci medievali del centro, fino ad arrivare nei luoghi legati alla storia di Romeo e Giulietta, una delle figure letterarie più conosciute al mondo associate alla città. Dopo tanti giorni dedicati a territori di confine, castelli e paesaggi alpini, Verona rappresenta un finale diverso ma altrettanto ricco di storia. La giornata si conclude con una cena in città, un ultimo momento di condivisione prima del rientro definitivo.
11 luglio – Il ritorno verso casa
L’ultimo giorno è dedicato al rientro. Dopo quasi due settimane di viaggio lasciamo alle spalle un percorso ricco di luoghi, storie ed esperienze diverse. È stato un viaggio fatto di città d’arte, territori di confine, castelli medievali, musei, grotte spettacolari, laghi alpini e montagne.
Non sono mancati gli imprevisti, soprattutto nei primi giorni a Gorizia, ma anche questi momenti hanno contribuito a rendere il viaggio più autentico e ci hanno ricordato l’importanza di adattarsi alle situazioni quando si viaggia in famiglia.
Dalla storia complessa di Gorizia e del suo confine, alla vivacità di Lubiana, dalle meraviglie naturali della Slovenia ai paesaggi della Carinzia e delle Alpi Giulie, questo itinerario ci ha permesso di scoprire territori vicini ma ricchi di identità e sorprese. Un viaggio costruito passo dopo passo, alternando cultura, natura e momenti semplici, con il valore aggiunto di averlo vissuto insieme.